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“Rastrellamenti ed espulsioni di massa”, il commento del prof della Sapienza: collettivi chiedono dimissioni

Il commento del docente Massimo Panella sotto un post di Giorgia Meloni per il 25 aprile. Il collettivo Cambiare Rotta: “Parole inaccettabili, si dimetta”.
A cura di Francesco Esposito
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Il cortile della facoltà d’Ingegneria della Sapienza a San Pietro in Vincoli
Il cortile della facoltà d’Ingegneria della Sapienza a San Pietro in Vincoli

Chiedeva polizia e forze armate "libere di agire", rastrellamenti ed espulsioni di massa, parlando delle periferie come "zone infestate". A scrivere queste cose in un commento sotto un post su Facebook della presidente del consiglio Giorgia Meloni era Massimo Panella, professore ordinario dell'università La Sapienza di Roma e direttore del dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, Elettronica e Telecomunicazioni. Esternazioni che hanno attirato l'attenzione della comunità studentesca, con il collettivo Cambiare Rotta che chiede le dimissioni del docente.

Il professore augurava "Buon San Marco" per il 25 aprile

"Polizia e forze armate nelle strade e soprattutto sui mezzi pubblici, con mani libere di agire e di fare rastrellamenti ed espulsioni/rimpatri di massa contro chi si rintana nella sacche d'illegalità, soprattutto nelle zone suburbane e attualmente più infestate", scriveva Panella, che tiene corsi nei campi dell'elettrotecnica, del calcolo quantistico e del machine learning applicato. Nel commento, postato il 25 aprile scorso, Panella concludeva augurando "Buon San Marco a tutti". Un richiamo alla retorica dell'estrema destra e del leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci, che rinnega la Festa della Liberazione dal nazifascismo.

Cambiare rotta: "Vogliamo le dimissioni del professore"

Dopo qualche giorno il commento è stato notato da alcuni studenti. "L’antifascismo non è un principio negoziabile, soprattutto per chi ricopre ruoli istituzionali nelle nostre università – scrive il collettivo Cambiare Rotta -. Non sono accettabili, nemmeno indirettamente, linguaggi e pratiche che evocano repressione, discriminazione e violenza sociale. Non esiste alcuna ‘libertà di espressione' che possa giustificare parole che richiamano misure proprie del ventennio fascista, soprattutto quando provengono da chi rappresenta un’istituzione pubblica", continua il comunicato.

"Inaccettabile, inoltre, la retorica xenofoba e classista contro le classi popolari e chi vive nelle periferie, trattato come un problema da rimuovere e non come parte viva della nostra società. Per questo pretendiamo con forza le dimissioni immediate del professore". Panella, intanto, ha eliminato il proprio profilo Facebook.

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