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19 Novembre 2022
20:17

Quattro ore in stato di fermo per aver raccontato la protesta contro i jet dei ricchi: come è andata

Oggi all’aeroporto di Ciampino ho documentato la protesta degli attivisti per la giustizia sociale e climatica che hanno occupato il terminal dei jet privati. Sono finito in stato di fermo per ore con altri giornalisti. Qui raccontiamo cosa è successo e le ragioni dell’azione di mobilitazione.
A cura di Valerio Renzi
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Questa mattina circa 40 attiviste e attivisti della rete Roma Climate Strike hanno bloccato il terminal dell'aeroporto di Ciampino da cui partono e dove atterrano i jet privati. Una protesta simile a quella accaduta in altri paesi del mondo – in Olanda in migliaia hanno assediato l'aeroporto cittadino solo qualche giorno fa – e quando l'impatto climatico delle emissioni dell'aviazione civile di lusso è un tema nel dibattito politico e dei media.

Mentre un gruppo di manifestanti esponeva cartelli e striscioni all'esterno, un altro gruppo ha fatto irruzione nel terminal per raggiungere la pista d'atterraggio. Nove attivisti sono riusciti a sedersi a pochi metri dagli aerei di lusso accendendo fumogeni e scandendo slogan, mentre la maggior parte dei partecipanti alla protesta ha occupato il gate quando il personale preso alla sprovvista ha chiuso le porte. Il tutto si è svolto in maniera assolutamente pacifica. 

Assieme ad altri colleghi rimaniamo all'esterno. Le forze dell'ordine sono da subito molto tese ed è presto chiaro che chi si trova sulla pista d'atterraggio verrà portato via e identificato. E infatti dopo quindici minuti arriva una camionetta delle celere. Vediamo da lontano, da dietro la rete, i poliziotti portare via i ragazzi di peso e caricarli su una camionetta. Per documentare cosa accade, mostrando il tesserino alla porta e dopo aver insisto per mezz'ora, entro nell'area antistante il gate. Qui vengono portati i manifestanti che si trovavano all'interno del terminal. Qualche momento di tensione, spintoni e urla. Intanto anche chi si trova fuori viene circondato dalle forze dell'ordine e successivamente trasferito nell'area d'ingresso del terminal, un quadrilatero recintato e coperto da una tettoia, in un gruppo separato.

Cominciano a questo punto per gli attivisti lunghe ore di fermo. Più di quattro ore, in alcuni casi sei, che abbiamo condiviso anche noi giornalisti. Nonostante mi fossi identificato, nonostante avessi mostrato il tesserino e nonostante fosse chiaro il mio ruolo non mi è stato possibile allontanarmi, scortato dalla polizia per andare in bagno. Destino condiviso con altri colleghi che sono stati anche denunciati. Tra loro Mattia Fonzi che lavora come freelance e ricercatore per Openpolis che su Twitter racconta cosa ha vissuto: "Siamo stati bloccati anche noi. A tutti, manifestanti e stampa, è stato rilasciato un verbale di denuncia, dove ci accusano di 3 capi di imputazione. È stata caricata anche la stampa, oltre ai manifestanti, immotivatamente".

Alla fine alle 17.00 vengono tutti rilasciati, anche gli attivisti che hanno occupato la pista che dovranno rispondere dei capi d'imputazione più gravi. Sulla vicenda è intervenuto anche il deputato e segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni: "Questa mattina un gruppo di attivisti per il clima ha messo in atto un'azione al terminal dei voli privati di Ciampino per denunciare come l’uso inutile dei jet privati produca conseguenze pesanti sull’ambiente e l'ipocrisia della Cop27, un nulla di fatto istituzionale sponsorizzato nientemeno che dalla Coca Cola.Un'azione di protesta assolutamente pacifica e non violenta. Eppure, dopo esser stati fermati, sono stati denunciati con l'accusa di "violenza privata" e "attentato alla sicurezza dei trasporti". Fratoianni ha anche annunciato la presentazione di un'interrogazione parlamentare su quanto accaduto ed espresso "solidarietà e vicinanza ad attivisti e giornalisti coinvolti".

Fino a qui la cronaca, per quanto a tratti spiacevole. Ora qualche parola sulle ragioni della protesta. Il team della campagna social Jet dei Ricchi, che in Italia con il suo lavoro sugli open data dei voli civili ha portato l'attenzione sul tema dell'aviazione di lusso e di quanto inquini, ha riportato sui social alcuni dati sui voli dei jet privati da Ciampino: "Un terzo delle partenze da Ciampino sono jet privati Secondo FlightAware, tra il 24/10 e il 30/10 sono partiti da Ciampino 343 voli commerciali. Solo il 64% sono voli di linea gli altri 123, ovvero il 36%, sono voli privati operati da società di chartering Ovvero jet. In una settimana, i jet che partono da Ciampino inquinano quanto 5,340 persone. Questi 123 jet hanno emesso circa 698 tonnelate di CO2.  Assumendo che in media un europeo/a emette 6,8 tonnellate CO2 in un anno, risulta che questi voli hanno inquinato quanto 5,340 persone nello stesso periodo. I viaggi in jet da Ciampino sono facilmente evitabili. Gli aereoporti di destinazione più frequenti sono: 1. Milano (12%) 3 ore di treno, Nizza (5%), Parigi e Londra a pari merito (3.3%) , raggiungibili con voli di linea".

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