video suggerito
video suggerito

Protesta dei balneari per gli stabilimenti chiusi a Ostia. Confcommercio: “Mille lavoratori a rischio”

Lavoratori degli stabilimenti e commercianti sono scesi in piazza davanti al municipio, per protestare contro le nuove concessioni balneari. Tra i manifestanti anche i dipendenti dell’Arcobaleno Beach, sequestrato il 22 aprile.
A cura di Roberto Abela
0 CONDIVISIONI
Immagine

Almeno trecento persone in protesta per gli stabilimenti balneari chiusi sono scese in piazza della Stazione Vecchia a Ostia, davanti alla sede del Municipio X, nella giornata di ieri mercoledì 29 aprile. In 24 ore associazioni e imprenditori hanno dato vita alla manifestazione, ma il Comune di Roma prosegue con lo stop alla politica delle proroghe: ieri sono state firmate 13 nuove concessioni su 60, mentre altre dieci dovrebbero essere sottoscritte oggi. Ma la stagione si preannuncia tutt'altro che in discesa: i nuovi assegnatari attendono la consegna delle strutture. Di queste, venti sono state demolite per abusivismo edilizio sulla base del bando pubblicato lo scorso anno, più di dieci sono sotto sequestro per lo stesso motivo e cinque sono state abbandonate alle intemperie e all'incuria.

Confcommercio: "Mille lavoratori a rischio e perdite oltre i 15 milioni"

A scandire gli slogan contro i nuovi bandi indetti dall'amministrazione capitolina c'erano balneari, commercianti e associazioni come Giustizia X Ostia. Il presidio ha raggiunto il picco intorno alle dieci, proprio mentre nelle stesse ore iniziava la discussione sul progetto del Parco del mare, che nei prossimi mesi dovrebbe trasformare il litorale con giardini, passeggiate e attrezzature sportive. I manifestanti sono stati ricevuti dalla consigliera regionale dem Emanuela Droghei, chiedendo garanzie per i posti di lavoro a rischio.

Alle ore 13.00 è giunto sul posto anche il presidente di Confcommercio Roma Romolo Guasco, accompagnato dalla presidente della sezione locale dell'associazione, Valeria Strappini. I due hanno letto una nota molto dura: "La chiusura o l’incertezza di circa 20 stabilimenti balneari, espone il territorio a conseguenze rilevanti. Secondo una stima elaborata su base occupazionale e sull’indotto territoriale, circa mille lavoratori stagionali rischiano di non percepire reddito nei prossimi mesi e, in molti casi, con l'impossibilità di poter accedere a strumenti di sostegno come la Naspi. Solo in termini di mancati salari, la perdita è stimabile in circa 6 milioni di euro nei primi cinque mesi della stagione. Il danno economico complessivo per il territorio può essere stimato tra 15 e 25 milioni di euro".

In piazza anche i dipendenti dell'Arcobaleno Beach

Contestualmente alla protesta sono scesi in piazza anche i dipendenti dell'Arcobaleno Beach, stabilimento sequestrato una settimana fa per presunti abusi edilizi e concessione demaniale assente. Mentre la procura indaga, una sessantina di lavoratori della struttura hanno preso parte al presidio con il sostegno del comitato "Arcobaleno è famiglia", nato proprio in questi giorni. La chiusura del lido era stata denunciata dallo stesso proprietario sui social, in un post dello scorso 23 aprile: "Il bene dal 1995 ad oggi non ha avuto variazioni", scriveva Tiziano Tordella. Dopo aver vinto l'assegnazione, la madre aveva ricevuto il bene dalla Capitaneria di porto e dal Genio civile proprio nel 1995: "Non avrebbe mai potuto immaginare che era abusivo in quanto gliel'ha consegnato proprio lo Stato", concludeva il titolare. Tordella ha vinto entrambi i bandi 2020 e 2025 indetti dal comune e "che legittimavano lo stabilimento".

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views