Primario del Sant’Eugenio arrestato: 700mila euro per favorire cliniche private, minacce a chi non pagava

Roberto Palumbo, noto nefrologo dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma, è stato arrestato. Il primario, per cui sono stati disposti i domiciliari, è accusato di aver gestito per anni una rete parallela al sistema sanitario nazionale in modo da ottenere migliaia di euro. Palumbo, secondo la procura, avrebbe dirottato i pazienti ospedalizzati e bisognosi di dialisi verso alcune cliniche private, cosa che gli garantiva un flusso di guadagni costante. E importante. Una seduta di dialisi, infatti, può essere rimborsata dal Sistema sanitario nazionale fino a mille euro.
“Quello che devi fa te… si devi fa l’amministratore e non l’amministrativo… fai l’amministratore e te godi la vita”. Così diceva Palumbo a Maurizio Terra, imprenditore nel settore delle cliniche private convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) per i servizi di dialisi, anche lui arrestato il 4 dicembre insieme al primario, mentre gli consegnava una presunta tangente di 3mila euro. L’intercettazione, riportata da Il Corriere della Sera, è stata registrata dalla Squadra Mobile nell’auto di Palumbo, mentre quest’ultimo riportava una conversazione avuta con Terra alla moglie. E sempre la moglie, secondo l’accusa, avrebbe beneficiato di compensi per servizi mai svolti (tra i 200 e i 900 euro al mese).
Per gli inquirenti, il sistema messo su da Palumbo avrebbe riguardato diverse cliniche private di Roma: il Rome Medical Group, la Diagest, la Diaverum e la Madonna della Fiducia. A queste strutture venivano dirottati i pazienti, mentre chi non accettava, veniva minacciato: se non avessero pagato, non avrebbero più visto arrivare nessun paziente dal Sant’Eugenio.
A denunciare Palumbo è stato proprio un imprenditore di una di queste cliniche private, la Rome Medical Group. Antonio Carmelo Alfarone ha dichiarato agli inquirenti di essere stato costretto a pagare 700mila euro a Palumbo tra il 2019 e il 2021. Non solo: Alfarone avrebbe dovuto pagare a Palumbo l'affitto di un appartamento a via Gregorio VII (1600 euro al mese), il leasing di una Mercedes, e garantire un contratto di consulenza alla moglie del primario per 2500 euro all'anno.
Accuse che Palumbo, tramite il suo legale, respinge. "Stiamo parlando di uno dei principali nefrologi italiani – ha dichiarato a il Corriere della Sera l'avvocato Antonello Madea -. Grazie alle sue attività, l’Ospedale ha guadagnato. Dimostreremo che Palumbo non ha preso alcuna mazzetta. Quelli erano soldi che gli spettavano per sue prestazioni professionali".