Polemica sulla nomina di Samonà come direttore di Villa Adriana: “Omaggiava le SS, Rocca risponda”

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Villa Adriana
Le consigliere Bonafoni e Mattia hanno depositato un’interrogazione al presidente Rocca e all’assessora alla Cultura del Lazio sulla nomina di Alberto Samonà a direttore di Villa Adriana e Villa d’Este a Tivoli.

Un'interrogazione in segno di protesta per la nomina di Alberto Samonà a direttore di Villa Adriana e Villa d'Este a Tivoli. È quanto presentato da Marta Bonafoni ed Eleonora Mattia, consigliere regionali Pd del Lazio al presidente della Regione Francesco Rocca e all'assessora alla Cultura. L'interpellanza è stata consegnata nella mattinata di oggi, venerdì 27 febbraio. A conferire la nomina a Samonà è stato il direttore generale dei Musei Massimo Osanna in base a quanto emerso dalla Commissione incaricata, al termine della selezione internazionale promossa dal Ministero della Cultura per il rinnovo delle direzioni dei musei di seconda fascia.

"Un passato nell'estrema destra e ha omaggiato le SS"

L’interrogazione depositata dalle consigliere Bonafoni e Mattia riguarda appunto la nomina di Alberto Samonà a direttore di Villa Adriana e Villa d’Este a Tivoli, vicino Roma. Si tratta di due dei siti culturali più prestigiosi del Lazio e d’Italia, che verranno da lui diretti.

La motivazione dell'interrogazione riguarderebbe l'appartenenza di Samonà in passato ad ambienti di estrema destra e per altri comportamenti ad essa collegati. "Sebbene la nomina sia di competenza ministeriale – spiegano le due consigliere in una nota – riteniamo necessario chiarire la scelta di un profilo come quello di Samonà, noto in passato per legami con ambienti di estrema destra e per aver omaggiato le SS, i lugubri squadroni della morte nazisti".

"Incarico incompatibile con il ruolo che rappresenta"

Le consigliere Bonafoni e Mattia infatti sono intervenute dopo la nomina, rivolgendosi al govenatore e all'assessora alla Cultura della Regione Lazio, dubitano fortemente che la persona di Samonà sia opportuna a ricoprire l'incarico che le è stato affidato e per ciò che rappresenta: "Ci chiediamo se questa decisione sia compatibile con il ruolo di rappresentanza di istituzioni culturali pubbliche, che devono tutelare e promuovere valori fondamentali quali il dialogo, l’inclusione e il rispetto dei diritti sanciti dalla Costituzione italiana, frutto della lotta antifascista".

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