Piazza dei 500, gli architetti del progetto della stazione Termini a Roma: “Preoccupati per le modifiche”

Piazza dei Cinquecento avrà il suo arboretum, l'area boschiva prevista fin dal progetto originale che prevedeva, inoltre, anche un bike hub per promuovere la mobilità sostenibile e un'area ricreativa per garantire la sicurezza in quella che, almeno fino a oggi, è una delle aree maggiormente a rischio nella Capitale. Se per le ultime due proposte non vi sono stati riscontri, non si può dire lo stesso delle aree verdi. L'opera è in cantiere già da un paio di anni, ma nell'ultimo periodo sembrava avesse avuto una battuta d'arresto. E che l'intero progetto vincitore del bando per la riqualificazione dell'area, ideato dallo studio Its Architettura di Alessandro Cambi Francesco Marinelli e Paolo Mezzalama e da un team di altre società, cambiasse aspetto, quasi dimezzato.
Invece l'area verde si farà. E oltre all'arboretum sarà creato un percorso per garantire la vista delle Terme di Diocleziano fin dalla stazione. Lo scopo, insomma, sembra essere quello di far capire immediatamente a chiunque arrivi nella Capitale che si trova nell'Urbe. La decisione è stata confermata da Anas di Roma e Lazio nei giorni scorsi: smentita anche la volontà di ridimensionare l'intero progetto per piazza dei Cinquecento, finanziato con 49 milioni di euro dal decreto di Palazzo Chigi sul Giubileo.
Eppure resta l'amaro in bocca a chi ha creato il progetto. "Da mesi chiediamo di essere aggiornati, ma non risponde nessuno – spiegano dallo Studio Its a Fanpage.it – Abbiamo fiducia nel lavoro dei colleghi che sono più che competenti, ma vorremmo essere coinvolti. Abbiamo ideato noi la nuova immagine di piazza dei Cinquecento: trovo un paradosso non riuscire a seguire tutte le fasi del processo di produzione dell'opera. Un paradosso che negli altri Paesi, come ad esempio in Francia dove lavoriamo e come architetti siamo obbligati a essere presenti nei cantieri per garantire la coerenza tra fase di concepimento e la fase di pianificazione".
Lo studio che ha creato il progetto: "Servono più alberi"
Lo studio che ha ideato il progetto, però, non nasconde i suoi dubbi. "Il progetto sembra essere sempre più frammentato – sottolineano gli architetti a Fanpage.it – Inoltre il numero di alberi previsto sembra molto inferiore a quello pianificato all'inizio del progetto".
E poi non manca di mettere in luce un aspetto importante: "Non si fa alcun riferimento, inoltre, alla funzione che avrebbe dovuto avere il nuovo aspetto di piazza dei Cinquecento: elementi molto importanti sarebbero dovuti essere la presenza di servizi e il bike hub che, invece, non sembrano essere stati contemplati – aggiungono – Noi, invece, li avevamo immaginati come presidio di orientamento e di sicurezza all'interno della piazza. Se la piazza non ha delle attività, è chiaro che questa diventa un luogo anche meno sicuro. Questi elementi attraggono flussi di persone e servono a creare una forma di autocontrollo dello spazio".
La riqualificazione davanti alla stazione Termini
Sicuramente, il fatto che Anas si sia esposta sul cantiere ancora aperto in piazza dei Cinquecento per gli architetti dello Studio Its non può che essere una sorta di rassicurazione. "Il fatto che manchino altri componenti presenti nel progetto comporta il rischio che venga poi ridimensionato e dal nostro punto di vista, resterebbe incompleto di alcune parti fondamentali: dal numero importante di alberature a questo tipo di padiglione servizi che è fondamentale per la vitalità della sicurezza della piazza".
Gli architetti dello Studio Its restano all'oscuro di come il progetto sia stato rivisitato. "Siamo stupiti di non essere al corrente dei cambiamenti del progetto che evidentemente sta subendo delle modifiche – spiegano – Ma soprattutto preoccupati: ci sembra che manchino alcuni elementi necessari, importantissimi, affinché quello spazio riesca a prendere vita nel modo giusto. In modo che lo possa rendere più vivibile possibile".
Dallo studio gli architetti hanno più volte cercato di avere informazioni e sollecitato nuovi contatti: "Nessuno ci ha mai risposto – sono costretti a riferire, a malincuore – L'auspicio è che possano presto richiamarci, che ci sia un coinvolgimento anche in termini di direzione artistica della parte che ha concepito il progetto e si riconosca il valore che si può portare lavorando in team in sinergia anche con con chi ha concepito l'opera. Sicuramente tutti i colleghi che si stanno occupando della riqualificazione sono più che competenti, ma sarebbe bello poter avere un riconoscimento dell'autorialità dell'opera". Riconoscimento che, dopo oltre un anno dal termine della prima fase del cantiere, sembra ancora non essere pervenuto.