Il Lazio è rimasto in zona gialla e l'indice Rt, che misura la contagiosità del virus, è stabilmente sotto quota 1, la soglia di sicurezza. Nonostante i dati che certificano un rallentamento nella diffusione del nuovo coronavirus, anche nella regione amministrata da Nicola Zingaretti non è auspicabile un allentamento delle misure restrittive per Natale e Capodanno. Il motivo principale è legato proprio all'andamento dei contagi: in primo luogo l'epidemia sta rallentando, ma il tasso dei posti occupati da pazienti Covid in terapia intensiva e nei reparti ordinari è tuttora sopra la soglia critica e per fine dicembre diminuiranno, questo l'auspicio, ma non così tanto da decretare la fine dell'emergenza. In secondo luogo è proprio l'indice Rt, che dipende anche dalle misure restrittive imposte da Regione e governo, a suggerire di non modificare le regole per le feste natalizie. In terzo luogo, come ricorda spesso l'esecutivo, è proprio l'allentamento delle restrizioni nel periodo estivo che presumibilmente ha provocato la seconda ondata dell'epidemia da coronavirus in Italia. Tra l'altro in estate, ed è questa la differenza principale, l'Italia proveniva da due mesi di lockdown totale, gli ospedali erano praticamente vuoti e la stagione calda non favoriva certo la possibilità di contagio. A fine dicembre il nostro Paese sarà in piena stagione invernale e in piena stagione influenzale, il periodo più critico per tutti i coronavirus.

L'indice Rt, ricordiamo, misura la contagiosità del virus dopo l’applicazione delle misure per il contenere il diffondersi della malattia. E' evidente che l'allentamento delle misure restrittive (posto che il virus non rallenti da solo la sua corsa per altri fattori) causerebbe un incremento dell'indice Rt. Un valore sopra quota 1 significa, ricordiamo, un aumento esponenziale dei contagi.

In merito al Natale e al Capodanno ha dichiarato il direttore scientifico dell'Istituto Spallanzani, Giuseppe Ippolito: "E' evidente che grandi transumanze come le abbiamo vissute gli anni scorsi, sono improponibili. Questo non significa che non sarà possibile raggiungere i genitori: singoli spostamenti per ricongiungersi alla famiglia, in numeri piccoli, vanno giustificati". Così, invece, l'assessore regionale alla Sanità, Alessio D'Amato: "Sarà un Natale in famiglia, un po' più sobrio con più attenzione nei comportamenti, rispettando le regole auree. Bisogna far tesoro di quello che è avvenuto questa estate, ne stiamo pagando ancora gli effetti. Purtroppo dobbiamo convivere ancora per un po' con il virus e non bisogna dargli armi eccessive altrimenti prende il sopravvento come abbiamo visto quest'estate".

Verso il dpcm di dicembre con le regole per Natale

Secondo quanto emerso dall'ultimo vertice che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha tenuto con i rappresentati della maggioranza, queste dovrebbero essere le indicazioni contenute nel dpcm di dicembre che indicherà le regole da osservare per il Natale: i ristoranti e i bar chiuderanno, come già accade, alle 18 e saranno chiusi sempre nelle giornate di Natale, 25 dicembre, Santo Stefano, 26 dicembre, e Capodanno, primo gennaio. Confermato il coprifuoco alle 22 e saranno vietati gli spostamenti tra regioni (anche tra quelle gialle). Sarà consentito, probabilmente, solo il ritorno al comune di residenza (un universitario, ad esempio, potrà tornare a casa).

Sulla questione ha risposto così Sandra Zampa, sottosegretaria alla Salute, a Tagadà, con la conduttrice che le domandava se ci si potrà spostare dal Lazio, zona gialla, alla Campania, zona rossa: "In questo momento non c'è ancora un'indicazione chiara, quindi sarei scorretta se aggiungessi confusione a confusione, attendiamo gli esperti". In generale verrà raccomandato di non spostarsi o di spostarsi solo per ragioni di vera priorità come raggiungere il padre, la madre, i famigliari, la compagna, il compagno, i propri affetti più intimi".

Cgil: "Impossibile pensare a un allentamento delle misure restrittive per Natale"

Secondo la Cgil, la Fp Cgil e Spi Cgil di Roma e Lazio, "per la Regione Lazio come nel resto d’Italia è necessario mantenere e rinforzare le misure di contenimento, per evitare di vanificare gli sforzi finora fatti e passare in poche settimane dalla seconda alla terza ondata, con una pressione insostenibile per il sistema sanitario regionale".

Secondo il sindacato "è assolutamente controproducente pensare oggi di allentare le misure di contenimento nel periodo natalizio. Devono essere trovate soluzioni, contingentamenti e anche ulteriori limitazioni, che consentano sì le frequentazioni personali, come l’accesso a beni e servizi, ma prevenendo qualsiasi occasione di contagio e assembramento. Non potrà essere un Natale “normale”: lo pagheremmo sicuramente con valori nuovamente fuori controllo e troppo elevati perché siano poi garantite le cure e gestiti gli effetti. Considerando l’atteso picco dell’influenza stagionale nei primi mesi del prossimo anno".