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Ostia, il Tar respinge i ricorsi dei balneari sulle nuove concessioni. Zevi: “Conferma del lavoro svolto”

Il Tar del Lazio dà ragione al Campidoglio sui lidi di Ostia: legittime le concessioni annuali e il sistema delle royalties sul fatturato. L’assessore Tobia Zevi: “Il percorso intrapreso sul litorale è solido”.
A cura di Francesco Esposito
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Stabilimenti balneari sul lungomare di Ostia
Stabilimenti balneari sul lungomare di Ostia

Roma Capitale ha fatto tutto secondo le regole e in una "logica di valorizzazione del patrimonio" sulle concessioni per il litorale di Ostia. A confermarlo è la Sezione Quinta Ter del Tar del Lazio con tre sentenze di lunedì 11 maggio. Il tribunale amministrativo ha respinto i ricorsi presentati da alcuni concessionari dei lidi contro l'avviso pubblico del 14 febbraio indetto dal Campidoglio per l'affidamento di 31 concessioni di beni demaniali marittimi dalla durata di un anno. Grande soddisfazione da parte dell'assessore al Patrimonio, Tobia Zevi: "Le sentenze confermano, oggi, ciò che il lavoro svolto già dimostrava: il percorso intrapreso sul litorale è solido, sul piano politico come su quello amministrativo e giuridico".

Durata delle concessioni e royalties, il Tar dà ragione al Comune

I vecchi concessionari avevano impugnato l'Avviso pubblico del Comune lamentando la durata limitata a un solo anno della concessione. Per termini di legge, questa non può avere una durata inferiore a cinque anni e superiore a venti. Come ribadito dall'assessore Zevi in un'intervista a Fanpage.it, le concessioni annuali erano necessari come ‘misura-ponte' perché "mancava il piano d’assetto complessivo", ovvero il Piano di Utilizzazione degli Arenili, ora in fase di approvazione. Una linea che il Tar ha ritenuto legittima.

I balneari contestavano anche la previsione di una "royalty", compensi economici, a carico dell'aggiudicatario basata sul fatturato realizzato nell'esercizio della concessione, in sostituzione della precedente royalty del 2 per cento della base d'asta. Su questo il Tar conferma come Roma Capitale abbia inteso promuovere una logica di valorizzazione del patrimonio, "traducendola – più che in un meccanismo di offerta al rialzo sul canone – nella previsione di una royalty sul fatturato che si aggiunge al canone stabilito sulla base dei criteri di legge", previsione che secondo il tribunale amministrativo non sarebbe irragionevole.

L'assessore Zevi: "Ostia merita giustizia e bellezza"

Può finalmente esultare l'assessore Zevi, che più di tutti si è speso per cambiare il volto del litorale di Ostia: "Per anni si è scelto di rinviare, prorogare, aggirare. Grazie al sostegno del sindaco Gualtieri, abbiamo potuto portare avanti questo lavoro con coraggio e senza sosta, e l’operazione legalità e trasparenza sul mare di Roma comincia a restituire i primi importanti risultati – ha dichiarato -. Abbiamo scelto i bandi pubblici, le verifiche, le regole uguali per tutti. Le resistenze erano attese e prevedibili, ma sono state anche causa di disagi e ritardi, ed è inutile negarlo. Avremmo potuto fare tutto con meno ostacoli e più collaborazione da parte di tutti gli operatori. Continueremo comunque con la stessa fermezza. Il lavoro non è finito e Ostia merita giustizia e bellezza. Il mare di Roma sta tornando ad essere un bene pubblico: accessibile, libero, sottratto alle rendite e restituito ai cittadini".

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