Il ragazzo di 16 anni accusato di aver ucciso il 17enne di Formia Romeo Bondanese questa mattina è stato trasferito agli arresti domiciliari. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari del tribunale dei minorenni di Roma. Il 16enne è stato quindi spostato dal centro d'accoglienza minorile di via Virginia Agnelli al Portuense alla sua abitazione di Casapulla, in provincia di Caserta. Secondo gli agenti di Polizia di Stato che indagano sulla vicenda, sarebbe stato lui a sferrare i fendenti che hanno ucciso Bondanese, morto poco dopo il suo arrivo al Dono Svizzero di Formia a causa di una forte emorragia. Il 16enne, fermato subito dopo l'omicidio, aveva una ferita alla mano: sarebbe stato l'unico ad avere con sé un coltello, un temperino svizzero. Originario di Caserta, abitava a Formia, dove frequentava l'istituto alberghiero, dormendo la sera nel convitto.

Omicidio Formia, si cercano partecipanti alla rissa

In ospedale, a causa delle ferite riportate, è finito anche il cugino di Romeo Bondanese, Osvaldo. Ferito a una coscia, era stato ricoverato in condizioni critiche ma è riuscito a salvarsi. Sentito dagli inquirenti, ha aiutato a ricostruire quando accaduto la sera di martedì, quando nella centralissima via Vitruvio è scoppiata la rissa che ha portato all'uccisione del 17enne. Gli agenti stanno cercando di risalire all'identità degli altri partecipanti alla rissa: si tratterebbe di una decina di persone che potrebbero essere state riprese dalle telecamere di sorveglianza della zona. Secondo quanto ricostruito finora, la lite sarebbe avvenuta per futili motivi e la coltellata – data nella parte bassa del corpo – non sarebbe stata inferta dal 16enne per uccidere. Ha però reciso l'arteria femorale di Romeo, che è morto dissanguato in poco tempo.

 

L'avvocato: "Madre di Romeo vuole giustizia e verità"

Il corpo di Romeo Bondanese sarà restituito alla famiglia dopo l'autopsia, che sarà eseguita nei prossimi giorni. "La madre sta impazzendo dal dolore e forse con l'ultimo saluto potrà avere un po' di pace". Così ai microfoni di Fanpage.it l'avvocato Civita di Russo, legale della famiglia del 17enne. La mamma di Romeo, ha continuato l'avvocato, "mi chiede come stanno andando le cose, per la ricerca di giustizia, di giustizia e verità, non di vendetta. La famiglia chiede giustizia e chiede di capire che cosa sia successo, perché qui non si capisce bene ancora cosa sia successo. Abbiamo un fermato, minorenne anch'esso, ma non conosciamo la dinamica. Noi sappiamo chi è Romeo, conosciamo il nostro ragazzo, conosciamo la vita che ha condotto, ed è un ragazzo qualsiasi di questa realtà. Era un ragazzo che studiava, di una famiglia per bene, una famiglia di valori sani.  Romeo è stato aggredito da un altro ragazzo. Perché quest'altro ragazzo girava con un coltello? Perché era venuto da un'altra provincia? Perché ha aggredito Romeo? Sono risposte che noi vogliamo".