Nuovo Salario, la mobilitazione rinvia lo sfratto: Nicola, malato oncologico, e il figlio restano a casa

Immagine
L’associazione Nonna Roma, che ha difeso Nicola fin dall’inizio, parla di “una prima, importante vittoria del muro popolare che, fin dalle sei del mattino, ha visto la partecipazione di cittadine e cittadini, realtà sociali, associazioni, sindacati degli inquilini, studenti e studentesse, uniti per difendere Nicola e suo figlio”.

La mobilitazione delle associazioni e dei sindacati e il picchetto organizzato nelle scorse ore hanno determinato il rinvio dello sfratto di Nicola, il 48enne padre single, disoccupato e malato oncologico. Questa mattina c'erano tantissime persone in piazza Vinci, al Nuovo Salario, per chiedere all'ufficiale giudiziario di non procedere. Presente anche Ilaria Cucchi, senatrice di Alleanza Verdi Sinistra.

L'associazione Nonna Roma, che ha difeso Nicola fin dall'inizio, parla di "una prima, importante vittoria del muro popolare che, fin dalle sei del mattino, ha visto la partecipazione di cittadine e cittadini, realtà sociali, associazioni, sindacati degli inquilini, studenti e studentesse, uniti per difendere Nicola e suo figlio".

Il presidente dell'associazione, Alberto Campailla, rivendica il fatto che oggi "la mobilitazione collettiva ha dimostrato che è possibile cambiare le cose. Abbiamo impedito che una famiglia finisse per strada. È un risultato importante, reso possibile anche dal lavoro di questi mesi dell'Agenzia sociale per l'abitare Ada, gestita da Nonna Roma, e dall'impegno del Municipio III e dell'assessore Luca Blasi, con cui continueremo a lavorare per trovare una soluzione stabile per Nicola e suo figlio. Quella di oggi è una prima vittoria, ma non basta. La storia di Nicola è il simbolo di una città in cui pochi accumulano sempre più case mentre tante famiglie rischiano di perdere l'unica che hanno. Oggi abbiamo difeso Nicola. Domani continueremo a difendere la città. Perché Roma deve appartenere a chi la vive, non a chi ci specula sopra".

Lo sfratto è stato rinviato a gennaio, "grazie alla determinazione della mobilitazione del muro popolare. Ottenuto l’impegno dell’amministrazione comunale all’assegnazione di un alloggio", informa su Instagram il Centro Sociale Astra.

A Fanpage.it Nicola ha raccontato la sua situazione: "Quando mi sono trovato senza lavoro, ho chiesto alla proprietà di ridurre temporaneamente il canone da 1.050 a 700 euro al mese. Avevo ancora dei risparmi e pensavo che, pagando una cifra più bassa per qualche tempo, sarei riuscito a superare il momento di difficoltà. Dopo circa un anno, però, nel 2022, mi hanno chiesto di tornare a pagare 1.050 euro e di restituire anche tutte le somme arretrate. Ero nel momento peggiore: avevo finito i risparmi e continuavo a non lavorare. Ho spiegato la situazione, ma non siamo riusciti a trovare un accordo".

In più, a pesare sulla vicenda sono le patologie da cui è affetto il 48enne. Nel 2024 gli è stato diagnosticato un carcinoma al rene ed è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Poi, ad aprile 2025, un nodulo al polmone: "Inizialmente aveva margini regolari, mentre successivamente ha cambiato forma ed è diventato sospetto". Il prossimo 19 novembre Nicola dovrà sottoporsi a una nuova Tac.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views