Olena in fuga dalla guerra in Ucraina, sotto sfratto a Roma con il figlio disabile: “Nessuno ci affitta casa”

Immagine
Olena
“Stiamo cercando una nuova casa da un anno, ho paura per mio figlio gravemente malato”, racconta Olena, arrivata dall’Ucraina nel 2022. Il 23 ottobre è prevista la visita dell’ufficiale giudiziario per lo sfratto.

È fuggita dalle bombe di Kiev con il marito e il figlio gravemente malato. A Roma ha trovato un alloggio temporaneo, ma ora rischia di perderlo: Olena non riesce a trovare una casa in affitto e il 23 ottobre è prevista la visita dell’ufficiale giudiziario per lo sfratto. Per lei, il marito e il bambino di sei anni, affetto da paralisi cerebrale, non c’è ancora un’alternativa.

«Siamo venuti in Italia con la mia famiglia, mio marito e mio figlio, un bambino disabile e gravemente malato, che ora ha sei anni. Siamo arrivati nel 2022, quando era appena iniziata la guerra in Ucraina, da Kiev. Prima della guerra, nel 2021, mio figlio era stato ricoverato al Bambino Gesù, a Palidoro, perché le sue condizioni erano gravissime», ha raccontato Olena ai microfoni di Fanpage.it.

Dal confine, Olena aveva scritto all’ospedale pediatrico italiano per chiedere di poter raggiungere l’Italia e proseguire le cure del figlio. Purtroppo, quindi, la famiglia di Olena non ha usufruito di tutti quei canali e progetti che hanno garantito assistenza alle famiglie ucraine scappate dai bombardamenti.

Il marito ha cominciato a fare qualche lavoretto come muratore, mentre la famiglia era ospitata da un ragazzo ucraino che vive in Italia da molti anni. In seguito Olena e i suoi familiari si sono rivolti a una cooperativa, che ha trovato loro un alloggio temporaneo a Montespaccato, nell’ambito di un progetto dedicato alle persone fuggite dalla guerra.

"Cerchiamo casa da un anno, ma nessuno ce la affitta"

«Quando il progetto è terminato, ci hanno detto che dovevamo andare via. Ma dove andiamo?. Abbiamo chiesto aiuto per trovare una casa in affitto, ma niente. Non siamo riusciti ad andare via e siamo rimasti in questa casa. Il 23 ottobre verrà l’ufficiale giudiziario con la polizia per lo sfratto», racconta ancora Olena. «Cerchiamo casa da un anno, ma nessuno ce la affitta»

Olena e il marito cercano da tempo un’abitazione in cui trasferirsi, ma senza successo: «Stiamo cercando casa da un anno, ma non riusciamo a trovarla. Mio marito lavora e ha un contratto, ma da soli non ce la facciamo», spiega.

Un’assistente sociale del Comune avrebbe prospettato alla famiglia la possibilità di ricevere un contributo economico, ma per ottenerlo serve un regolare contratto d’affitto. Ma la ricerca si è rivelata molto difficile: «Trovare casa è un miracolo: non vogliono stranieri, non vogliono bambini e, per di più, mio figlio ha una paralisi cerebrale. Senza ascensore non ce la facciamo», dice ancora Olena. «Ho paura per mio figlio, che ha una disabilità gravissima. Non parla, non capisce la lingua, porta ancora i pannolini, non mangia da solo e usa il passeggino. È affetto da paralisi cerebrale infantile, da un grave ritardo dello sviluppo psicomotorio e da una forma di epilessia farmacoresistente, con crisi che si verificano sia di giorno che di notte. Qualsiasi cambiamento rappresenta per il bambino una fonte di forte stress ed è estremamente pericoloso, in quanto può provocare ulteriori crisi epilettiche e regressi nello sviluppo. La situazione, purtroppo, è questa».

La ricerca di una casa e il contributo del Comune

La famiglia è assistita dall’Unione Inquilini, organizzazione che tutela il diritto alla casa e rappresenta inquilini, assegnatari di alloggi popolari e persone senza casa. È stata tentata anche la strada dell’edilizia residenziale pubblica, ma i tempi dell’iter sono lunghi. Un’altra possibilità è quella del cosiddetto «contributo 185», che fa riferimento alla deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 185 del 10 giugno 2025, con cui Roma Capitale ha approvato il regolamento per il sostegno economico contro la precarietà abitativa e per il superamento delle emergenze.

Anche per questa strada, però, c'è un ostacolo: per accedere al sostegno occorre trovare una sistemazione con un regolare contratto di affitto. E intanto la data dello sfratto si avvicina, mentre per la famiglia non c’è ancora una casa in cui trasferirsi. Dopo essere fuggiti dalla guerra, Olena, suo marito e suo figlio rischiano di ritrovarsi senza una casa a Roma, in Italia.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views