Nove siti archeologici restaurati o inediti aprono a Roma: il calendario delle visite gratuite con giorni e orari

Nove siti archeologici appena restaurati verranno riaperti in via straordinariamente gratuita nei fine settimana di giugno 2026. I luoghi d'interesse storico-archeologico vengono restituiti al pubblico dopo gli interventi realizzati dalla Sovrintendenza Capitolina nell'ambito del Pnrr Caput Mundi, il piano di investimenti da 500 milioni di euro dedicato a Roma e finanziato con i soldi del più ampio Next Generation Eu. Tra gli obiettivi quello di rigenerare e valorizzare resti di alto valore storico e architettonico. Di seguito il calendario delle visite gratuite ai monumenti, alcuni aperti per la prima volta:
Il calendario con giorni e orari di apertura
L'ingresso sarà libero fino a esaurimento posti, nel rispetto della capienza massima definita per ciascun sito. Per l'occasione ci saranno guide specializzate. Successivamente, i siti entreranno a far parte delle aree archeologiche visitabili su richiesta o in occasioni speciali.
- Domenica 7 giugno
10.00-13.00, Mausoleo Monte del Grano
15.00-18.00, Sepolcro di Largo Talamo - Sabato 13 giugno
10.00 -13.00, Chiesa di San Urbano alla Caffarella - Domenica 14 giugno
10.00-13.00, Villa romana di Tor De’ Cenci e Area Archeologica del Circo Massimo integrata - Domenica 21 giugno
10.00-13.00, Torrione Prenestino
15.00-18.00, Area archeologica di via delle Botteghe Oscure - Domenica 28 giugno
10.00-13.00, Rupe San Paolo
15.00-18.00, Cisterna Cristoforo Colombo
L'elenco dei nove siti archeologici che riaprono al pubblico
Il Circo Massimo in una veste nuova
Un'occasione per riscoprire parte del patrimonio culturale cittadino in una veste restaurata o del tutto inedita, dalle aree monumentali più note ai luoghi meno conosciuti ma di grande valore storico e archeologico. Al Circo Massimo, ad esempio, il percorso di visita verrà ampliato con l’inclusione di una porzione dell’emiciclo del lato Aventino — quello a Sud-Ovest —, che consente una lettura più completa della storia e dell’architettura dell'antico stadio romano.
Il tesoro nascosto di via delle Botteghe Oscure
Per la prima volta sarà visitabile l’area archeologica sotto via delle Botteghe Oscure, che conserva i resti di una piazza porticata e le imponenti basi di colonne di un tempio, forse la Porticus Minucia Vetus o Frumentaria e il tempio delle Ninfe o dei Lari Permarini.

L'Appia Antica tra paganesimo e cristianità
Riaprirà invece al pubblico la chiesa di Sant’Urbano alla Caffarella, nell’area dell’Appia Antica, originariamente un tempietto dedicato a Cerere nel II secolo d.C. e successivamente trasformato in edificio cristiano. Il monumento conserva affreschi dell’XI e del XVII secolo, questi ultimi legati al radicale rifacimento voluto da papa Urbano VIII. Anche il vicino Ninfeo di Egeria è stato restaurato.
Pigneto, San Lorenzo e Quadraro
Nella zona est di Roma, nel quartiere del Pigneto, tornerà accessibile il Torrione Prenestino, mausoleo di età augustea, che con i suoi 41 metri di diametro costituisce uno dei più grandi monumenti funebri della Capitale. Dopo un restauro conservativo e ricostruttivo, è stata installata anche una nuova illuminazione. Non lontano, nel quartiere San Lorenzo, sarà visitabile il sepolcro di Largo Talamo, del I secolo a.C. Sempre nel quadrante est della città, riaprirà anche il Mausoleo di Monte del Grano: situato in piazza dei Tribuni, nel quartiere Quadraro, a pochi passi dal Parco archeologico di Centocelle, da qui proviene il raffinato sarcofago con scene della vita di Achille, conservato ai Musei Capitolini dal 1590.

Da Piramide alla vecchia via Imperiale, oggi Cristoforo Colombo
In zona Piramide sarà esplorabile un settore del Sepolcreto della via Ostiense, ubicato presso la Rupe di San Paolo, a circa due chilometri dalla porta omonima. Un sito che ospita nove tombe, visibili sia lungo il fronte stradale che attorno a un cortile interno, le cui differenti tipologie riflettono il passaggio dal rito dell’incinerazione all’inumazione durante il II sec. d.C.
Il restauro ha previsto un allestimento con pannelli didattici e la riproduzione a grandezza naturale di tre lunette affrescate, oltre a un nuovo impianto di illuminazione. Non molto distante, la grande cisterna circolare dello stesso periodo, rinvenuta nel corso degli sbancamenti per la realizzazione della via Imperiale — oggi nota come via Cristoforo Colombo —, appartiene a un antico complesso agricolo. I resti della villa romana di Tor de’ Cenci appartengono, invece, a una residenza suburbana attiva dal I secolo a.C. al V secolo d.C.
