Virginia Raggi, sindaca di Roma
in foto: Virginia Raggi, sindaca di Roma

Rinviata al 26 novembre l'udienza per il processo d'appello che vede coinvolta la sindaca di Roma Virginia Raggi. Si tratta del procedimento riguardo all'incarico dato nel dicembre 2016 a Renato Marra, promosso alla direzione del dipartimento Turismo del Comune di Roma. Nomina nella quale la sindaca, secondo l'accusa, avrebbe compiuto un falso per agevolarla.

Chiamate a testimoniare due persone vicine alla sindaca

Un rinvio con un'importante novità. Quel giorno saranno ascoltati come testimoni l'attuale assessore capitolino al Personale, Antonio De Santis, e l'ex segretario particolare della prima cittadina, Fabrizio Belfiori. L'ex segretario non era nella lista testi presentata dalla Procura, che aveva chiesto di poter ascoltare l'ex capo del Personale del Campidoglio, Raffaele Marra, l'ex assessore al Commercio e al Turismo, Adriano Meloni, Antonio De Santis (all'epoca dei fatti delegato capitolino al Personale), Lorenzo Costanzo (all'epoca portavoce di Meloni) e l'allora responsabile prevenzione della corruzione al Comune di Roma, Maria Rosaria Turchi.

Chi sono Antonio De Santis e Fabrizio Belfiori

È l'attuale Assessore al Personale del Campidoglio. È avvocato come Raggi e, come si legge sul sito del comune, "dal 2013 al 2016 è stato consulente presso l’Ufficio Legislativo della Camera dei Deputati per il Gruppo Parlamentare del Movimento 5 Stelle in riferimento alle attività della Commissione Lavoro pubblico e privato". Fabrizio Belfiori è invece l'ex segretario particolare della sindaca di Roma Capitale, nominato nell'agosto del 2016 quando ancora non aveva 20 anni.

L'assoluzione in primo grado

Virginia Raggi era stata assolta in primo grado il 10 novembre 2018. La formula usata dai giudici era stata quella contenuta nell'articolo 530 comma 1 del codice di procedura penale: “perché il fatto non costituisce reato”. L'accusa portata avanti dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal pm Francesco Dall’Olio era che Raggi avrebbe mentito in merito alla nomina di Renato Marra alla direzione del dipartimento Turismo del Comune di Roma. Raggi aveva detto che il suo ruolo nella nomina era stato "di mera pedissequa esecuzione delle determinazioni" e "senza alcuna partecipazione alle fasi istruttorie, di valutazione e decisionali". Però l'accusa aveva portato altre prove, come i messaggi che Raggi si era scambiata con Raffaele Marra, fratello di Renato, proprio su quanto avrebbe percepito: "Se lo avessi fatto vicecomandante", scriveva Marra alla sindaca, "la fascia (retributiva, ndr) era la stessa". E lei aveva risposto: "Infatti abbiamo detto vice no. Abbiamo detto che restava dov'era con Adriano". Conversazioni che avevano portato i pm a ritenere che Raggi avesse partecipato alla nomina e fosse consapevole.