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Martina Scialdone, nuovo processo d’appello per l’ex che le sparò: “Va discussa la premeditazione”

Martina Scialdone era stata uccisa nel gennaio 2023 dal suo ex, condannato in primo grado all’ergastolo. L’aggravante della premeditazione era poi caduta in appello, ma il procuratore aveva fatto ricorso, ora accolto dalla Cassazione.
A cura di Roberto Abela
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Ci sarà un nuovo processo d'appello per il femminicidio di Martina Scialdone, l'avvocata di 34 anni uccisa a colpi di arma da fuoco dall'ex, Costantino Bonaiuti, il 13 gennaio del 2023, all'esterno di un ristorante romano nel quartiere dell'Appio Latino. È quanto disposto dalla Cassazione sul caso, accogliendo il ricorso del procuratore generale della Corte d'Appello, che chiedeva il riconoscimento della premeditazione. Aggravante poi caduta: nonostante la precedente condanna all'ergastolo in primo grado dell'imputato, nel luglio scorso Bonaiuti si è visto ridurre la pena a 24 anni e 8 mesi di carcere in secondo grado di giudizio.

Al centro del ricorso l'aggravante della premeditazione

Bonaiuti, è accusato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e abietti rappresentati dalla gelosia, dall'aver agito contro una persona a lui legata da relazione affettiva, e dalla premeditazione. Nella sentenza di secondo grado, i giudici avevano escluso quest'ultima aggravante. L'ingegnere sessantaduenne aveva una frequentazione con Martina Scialdone, troncata dall'avvocata. Da quel momento in poi, lui aveva iniziato a renderle la vita impossibile, pedinandola e installando anche un localizzatore gps nella sua auto. Martina aveva iniziato ad avere paura di lui, condividendo i suoi timori anche con amici e familiari.

Lo sparo a bruciapelo davanti al ristorante

Il 13 gennaio 2023, i due si sono dati appuntamento davanti a un ristorante in via Amelia, in zona Tuscolana. Martina era decisa a chiudere una volta per tutte la relazione, nonostante avesse provato più volte a far capire a Bonaiuti che fosse finita. I due avrebbero iniziato a litigare subito poco dopo l'incontro, creando confusione all'interno del locale. Una volta fuori, lui ha estratto una pistola e le ha sparato a bruciapelo, davanti agli occhi del fratello accorso dopo le richieste di aiuto della 34enne. Nonostante il passato dell'uomo legato a episodi riconducibili a una condizione di depressione, non gli era mai stato ritirato il porto d'armi.

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