Martina Scialdone, nuovo processo d’appello per l’ex che le sparò: “Va discussa la premeditazione”

Ci sarà un nuovo processo d'appello per il femminicidio di Martina Scialdone, l'avvocata di 34 anni uccisa a colpi di arma da fuoco dall'ex, Costantino Bonaiuti, il 13 gennaio del 2023, all'esterno di un ristorante romano nel quartiere dell'Appio Latino. È quanto disposto dalla Cassazione sul caso, accogliendo il ricorso del procuratore generale della Corte d'Appello, che chiedeva il riconoscimento della premeditazione. Aggravante poi caduta: nonostante la precedente condanna all'ergastolo in primo grado dell'imputato, nel luglio scorso Bonaiuti si è visto ridurre la pena a 24 anni e 8 mesi di carcere in secondo grado di giudizio.
Al centro del ricorso l'aggravante della premeditazione
Bonaiuti, è accusato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e abietti rappresentati dalla gelosia, dall'aver agito contro una persona a lui legata da relazione affettiva, e dalla premeditazione. Nella sentenza di secondo grado, i giudici avevano escluso quest'ultima aggravante. L'ingegnere sessantaduenne aveva una frequentazione con Martina Scialdone, troncata dall'avvocata. Da quel momento in poi, lui aveva iniziato a renderle la vita impossibile, pedinandola e installando anche un localizzatore gps nella sua auto. Martina aveva iniziato ad avere paura di lui, condividendo i suoi timori anche con amici e familiari.
Lo sparo a bruciapelo davanti al ristorante
Il 13 gennaio 2023, i due si sono dati appuntamento davanti a un ristorante in via Amelia, in zona Tuscolana. Martina era decisa a chiudere una volta per tutte la relazione, nonostante avesse provato più volte a far capire a Bonaiuti che fosse finita. I due avrebbero iniziato a litigare subito poco dopo l'incontro, creando confusione all'interno del locale. Una volta fuori, lui ha estratto una pistola e le ha sparato a bruciapelo, davanti agli occhi del fratello accorso dopo le richieste di aiuto della 34enne. Nonostante il passato dell'uomo legato a episodi riconducibili a una condizione di depressione, non gli era mai stato ritirato il porto d'armi.