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Aggiornamenti sul caso Emanuela Orlandi

Nessun resto umano dagli scavi Casa del Jazz, chiuse le ricerche del giudice Adinolfi ed Emanuela Orlandi

Il prefetto di Roma ha illustrato i risultati degli scavi nella Casa del Jazz a Roma: nessun osso umano né elemento rilevante. Non sono stati trovati i resti del giudice Paolo Adinolfi ed Emanuela Orlandi.
A cura di Beatrice Tominic
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(La Presse)
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Nessun osso umano o elemento rilevante dagli scavi nella Casa del Jazz. È quanto emerso oggi durante la conferenza stampa conclusiva dei lavori, che si è svolta in Prefettura. "Non sono stati trovati elementi che hanno portato novità rilevanti da un punto di vista investigativo" queste le parole del prefetto di Roma Lamberto Giannini. Il punto stampa ha fornito ai giornalisti gli ultimi aggiornamenti sugli scavi alla ricerca dei resti del giudice Paolo Adinolfi e di Emanuela Orlandi.

Gli scavi complessivamente riguardano 25 metri sotterranei: al punto a cui erano arrivati gli speleologi, sono stati scavati altri quindici metri fino al collegamento con un altro sistema di gallerie, dove si entrava in un campo sportivo per ulteriori dieci metri. Altri accertamenti in un pozzo interrato non hanno portato a nulla. Controllata anche una casa di servizio. Le attività d'accertamento sono concluse senza risvolti concreti. Presenti in sala tra gli altri anche Pietro Orlandi, il fratello della quindicenne cittadina vaticana scomparsa il 22 giugno del 1983.

I risultati degli scavi alla Casa del Jazz: ossa di animali e bottiglie

Come illustrato nel corso della conferenza stampa durante gli scavi nella Casa del Jazz sono state trovate solo "ossa di animali" e "bottiglie". Un'antropologa ha accertato che non si tratta di ossa umane. Quindi non ci sono resti che possano esserse ricondotti al giudice Adinolfi o a Emanuela o ad altri. Il prefetto Giannini ha chiarito come l'attività di ricerca sia stata "doverosa, perché ci sono persone che in quegli anni sono scomparse nel nulla come il giudice Adinolfi o Emanuela Orlandi. Un nome accostato tante volte alla Banda della Magliana". Giannini ha aggiunto: "Per civiltà giuridica non si poteva lasciare un punto interrogativo".

Le ricerche del giudice Adinolfi nella Casa del Jazz

Le ricerche nella Casa del Jazz sono ricominciate, dopo anni di silenzi, lo scorso 13 novembre 2025. Ma non hanno portato i risultati attesi: all'interno del tunnel sotterraneo non sono stati rintracciati resti umani. Un approfondimento necessario, quello voluto dalla Prefettura, per cercare di fugare ogni possibile dubbio sulla presenza di ossa o anche soltanto di oggetti riconducibili al giudice Paolo Adinolfi o, come le possibilità che si sono aperte in corso d'opera, ad Emanuela Orlandi.

Diversi magistrati, primo fra tutti l'ex giudice Guglielmo Muntoni, erano convinti dell'ipotesi secondo la quale il corpo del collega Adinolfi si sarebbe trovato proprio sotto all'immobile, appartenuto a Enrico Nicoletti, ritenuto il cassiere della Banda della Magliana. Resta dunque ancora scuro il movente, l'assassino e l'opportunità del delitto. "Ci siamo tolti il dubbio dopo trent'anni – ha commentato Muntoni – Resto dell’idea che questa galleria potesse essere stata utilizzata per nascondere qualcosa".

L'ipotesi dei resti di Emanuela Orlandi nella Casa del Jazz

Non soltanto i resti del giudice Adinolfi. Alcuni magistrati avevano ipotizzato che sotto alla Casa del Jazz potevano trovarsi anche quelli di Emanuela Orlandi. Anche per questo la commissione, dopo mesi di scavi, ha inoltrato una lettera alla Prefettura con la quale i commissari richiedevano di essere informati immediatamente sui possibili ritrovamenti qualora fosse emerso qualche elemento interessante e degno di attenzione.

I legami con la Banda della Magliana, gruppo criminale a cui apparteneva, secondo gli inquirenti, Nicoletti, sono evidenziati in diverse piste battute in questi oltre quarant'anni trascorsi dalla data della scomparsa. Un'ipotesi stroncata da un altro volto noto della criminalità romana, Massimo Carminati, che, come riportato nel blog Notte Criminale, a proposito del possibile coinvolgimento della Banda disse: "Noi non abbiamo mai toccato le bambine".

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