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Neofascisti attaccano manifesti a Roma contro il 25 aprile: “Partigiano infame”

Manifesti con scritte contro i partigiani sono apparse a piazza Epiro e piazza Tarquinia a Roma in vista del 25 aprile, Festa della Liberazione. Pd: “Individuare i responsabili”.
A cura di Francesco Esposito
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Lo striscione affisso al mercato di piazza Epiro a Roma
Lo striscione affisso al mercato di piazza Epiro a Roma

Si avvicina la Festa della Liberazione e gli sconfitti dalla storia provano ancora una volta a mostrarsi forti. Nella mattina di venerdì 24 aprile scritte offensive contro la memoria della Resistenza sono apparse sui muri di varie zone di Roma. Manifesti neri sono stati incollati nella notte a piazza Tarquinia e sulla struttura del mercato di piazza Epiro, nel quartiere Appio San Giovanni. "Un oltraggio alla memoria e ai valori su cui si fonda la nostra democrazia", scrive Enzo Foschi, segretario romano del Partito Democratico.

Foschi (Pd): "Episodi da non sottovalutare, nessuno spazio ai fascisti"

"Abbiamo sollecitato l’amministrazione comunale a intervenire immediatamente per la rimozione e chiediamo alle forze dell’ordine di individuare al più presto i responsabili – aggiunge Foschi -. Non sono episodi da sottovalutare: difendere la memoria significa difendere il presente e il futuro delle nostre comunità. Per i fascisti a Roma non c'è e non ci sarà mai posto". I manifesti con la scritta '25 aprile: partigiano infame' sono apparsi nel Municipio VII, lo stesso quadrante dove si trova il circolo Acca Larenzia. Qui ogni 7 gennaio centinaia di neofascisti da tutta Italia si radunano per il rito del ‘presente' e commemorare la morte di tre giovani militanti nel 1978.

Manifesto affisso a piazza Tarquinia
Manifesto affisso a piazza Tarquinia

I manifesti prima del 25 aprile

Ogni anno, nei giorni precedenti al 25 aprile, data in cui si commemora la liberazione d'Italia dall'occupazione nazista e dal regime fascista, le organizzazioni di estrema destra portano avanti, di notte, azioni come questa. Provano a gettare fango sulla memoria di chi è caduto per la libertà o magari omaggiano chi, sotto la protezione dell'esercito tedesco, si macchiò di massacri contro la popolazione, contro i giovani, e di complicità con il genocidio degli ebrei e delle altre minoranze nei campi di concentramento.

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