Morta Caterina Katia Adinolfi, era rimasta gravemente ustionata col compagno nell’esplosione a Cassino
È morta Caterina Adinolfi, detta Katia, la donna rimasta gravemente ustionata nell'esplosione avvenuta a Cassino lo scorso 24 agosto. Oltre a lei, era rimasto gravemente ferito anche il compagno, Carmine Sirica: l'uomo aveva riportato ustioni sul 90% del corpo ed è morto dieci giorni fa. I due si erano da poco alzati in quella mattina di fine agosto ed erano andati a preparare il caffè: acceso il fornello, però, a causa di una fuga di gas si è verificata una violenta deflagrazione. L'appartamento è stato completamente distrutto dall'esplosione e loro sono rimasti gravemente feriti.
L'esplosione a Cassino e le gravi ustioni riportati
I fatti sono avvenuti, come anticipato, lo scorso 24 agosto 2026 a Cassino, in via Guado Santa Maria, al civico 12, dove è esplosa una palazzina. Ad avere la peggio Adinolfi e il compagno Sirica che si sono mostrati immediatamente in condizioni critiche a causa delle gravi ustioni riportate. Il botto è avvenuto verso le ore 8.30 e, in un attimo, ha sventrato un intero piano del palazzo. Secondo le ipotesi più accreditate, tutto sembra essere partito per una fuga di gas: lo scoppio si sarebbe verificato dopo aver acceso i fornelli per il caffè.
Morta Caterina Katia Adinolfi: 10 giorni prima deceduto il compagno
A dieci giorni dal compagno Carmine Sirica, nelle ultime ore è morta anche Caterina Katia Adinolfi. Aveva 40 anni ed era originaria di Nocera Superiore, in provincia di Salerno. Lavorava all'ospedale al Santa Scolastica di Cassino come operatrice socio-sanitaria e, in precedenza, all'ospedale Villa Malta di Sarno, nel Salernitano. Quella mattina si trovava in casa quando si è verificato il boato. A seguito dell'esplosione è stata trasportata d'urgenza nel Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma: le sue condizioni sono apparse immediatamente gravissime. A seguito della violenta deflagrazione che ha distrutto l'abitazione in cui viveva la coppia, l'uomo ha riportato ustioni sul 90% del corpo, mentre lei sul 70%. Le sue condizioni si erano aggravate nel corso della nottata. Nelle ultime ore, infine, è arrivata la notizia che nessuno avrebbe voluto ricevere: Katia Adinolfi non ce l'ha fatta ed è morta dopo oltre due settimane di agonia.
Il cordoglio dalla Asl di Frosinone
Non appena appreso della notizia, non ha tardato ad arrivare il commento da parte della Asl di Frosinone. "La ASL di Frosinone esprime il proprio profondo cordoglio per la scomparsa di Caterina Adinolfi, l’operatrice sociosanitaria deceduta nella serata di ieri al Centro Grandi Ustionati del Sant’Eugenio di Roma, a seguito delle gravissime ferite riportate nell’esplosione del 24 agosto – si legge nella nota – La Direzione Strategica della Asl di Frosinone, la dirigente del Servizio Professioni Sanitarie e tutti i colleghi si stringono con dolore alla famiglia in questo momento di immensa sofferenza. La tragedia di Caterina ha scosso profondamente l’intera comunità aziendale".
Nel messaggio, la Asl ha deciso di ricordarla con le sue qualità: "Originaria di Nocera Inferiore, quarant’anni compiuti a gennaio e vincitrice di concorso lo scorso giugno, Caterina era già molto apprezzata per la sua disponibilità, la gentilezza e il grande senso del dovere con cui ogni giorno affrontava il lavoro e si prendeva cura dei pazienti. Qualità che l’hanno resa subito benvoluta dal personale e da quanti, seppur per poco tempo, hanno lavorato al suo fianco. La ASL di Frosinone ricorda con commozione il suo impegno e la sua dedizione, e si unisce al dolore dei familiari, degli amici e dei colleghi, colpiti da una perdita tanto ingiusta quanto profonda", hanno poi concluso.