Medico no vax condannato a pagare alla Asl 16mila euro: fingeva di vaccinare pazienti contro il covid

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Il medico, con cui la Asl ha ovviamente sospeso la convenzione, si faceva pagare 50 euro a paziente. Dopo aver finto di vaccinarli, distruggeva le fiale.

Un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale è stato condannato a risarcire la Asl Roma 6 per quasi 16.500 euro per aver fatto finta di vaccinare 1500 pazienti contro il covid. Il dottore, che era già stato condannato a cinque anni di carcere per corruzione, falso e peculato, prendeva le fiale di vaccino e poi le buttava, ma scriveva che i pazienti l'avevano ricevuto. Le fiale poi, venivano disperse o distrutte per non destare sospetti. Il tutto, ovviamente, non era gratis: chi non voleva vaccinarsi ma voleva il green pass, doveva pagare 50 euro, che finivano direttamente nelle tasche del medico no vax. Che è stato scoperto, sospeso, denunciato e condannato.

I fatti, riportati da La Repubblica, si sono svolti tra settembre 2021 e marzo 2022 nel territorio della Asl Roma 6. A effettuare le indagini e ricostruire il sistema di truffa messo su dal medico no vax, sono stati i militari della Guardia di Finanza, che tramite intercettazioni e immagini di telecamere di sorveglianza hanno capito cosa accadeva in quello studio. Così, il 10 febbraio 2022, è stato arrestato in flagranza di reato. La Asl ha interrotto la convenzione con lui.

Il medico aveva approfittato del fatto che molte persone non volevano vaccinarsi contro il covid, diventando il punto di riferimento di una purtroppo vasta comunità no vax che era sorta in seguito alla pandemia. Sfruttando la paura e l'ignoranza delle persone, il medico ha alimentato le loro diffindenze nei confronti del vaccino, dicendosi disposto a far finta di vaccinare tutti quanti grazie alla fiducia che godeva presso il Servizio sanitario nazionale. Lui prendeva le dosi, si faceva dare 50 euro, attestava che la vaccinazione era avvenuta, e poi distruggeva le fiale. Un danno da migliaia di euro, e anche tempo passato a non lavorare come avrebbe dovuto fare. Quando è stato arrestato ha ammesso le sue responsabilità: adesso, dopo la condanna penale, anche quella nei confronti della Asl.

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