Operano paziente per occlusione intestinale ma non si accorgono di un tumore e muore: 850mila euro di risarcimento

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Il giudice ha condannato in primo grado la Asl di Latina a pagare un risarcimento di 850mila euro ai famigliari di un 78enne. Il paziente è deceduto per un tumore non diagnosticato.

Hanno operato un paziente settantottenne per un'occlusione intestinale, ma non si sono accorti che aveva un tumore ed è morto. Il Tribunale di Latina ha condannato in primo grado la Asl di Latina a pagare un risarcimento di 850mila euro ai famigliari di un paziente deceduto per la mancata diagnosi. Una cifra alla quale dovranno essere aggiunti interessi e spese legali. Per i periti incaricati dal Tribunale infatti se fossero stati fatti gli approfondimenti necessari, il tumore sarebbe stato rimosso e l'uomo sarebbe probabilmente sopravvissuto.

I medici non hanno diagnosticato il tumore

I fatti risalgono a maggio del 2020 e sono avvenuti in un ospedale di Latina. Secondo quanto ricostruito in sede processuale come riporta Il Corriere della Sera il settantottenne ha avuto bisogno di ricorrere a cure mediche ed è arrivato in ospedale manifestando i sintomi di un'occlusione intestinale. Una condizione causata dall'interruzione completa o parziale del normale passaggio di cibo, liquidi, gas e feci attraverso l'intestino tenue o il colon, sulla quale è necessario intervenire tempestivamente.

I medici hanno operato il paziente due volte a distanza di venti giorni e l'emergenza sebrava risolta. Tuttavia, secondo quanto è emerso dagli accertamenti successivi, i chirurghi non si sarebbero accorti che il settantottenne aveva un tumore. Le sue condizioni di salute sono peggiorate, fino al decesso, sopraggiunto dopo il trasferimento d'urgenza all'ospedale di Formia a luglio.

Per il giudice con gli approfondimenti il paziente sarebbe sopravvissuto

I medici che hanno visitato il paziente, secondo l'accusa e la sentenza di primo grado del giudice, non avrebbero fatto gli adeguati approfondimenti sulle cause che avrebbero provocato l'occlusione intestinale. Una condizione dovuta proprio alla massa tumorale, che oltre all'occlusione, aveva generato anche un'ischemia intestinale e alcune infezioni.

I famigliari del settantottenne dopo la sua morte hanno sporto denuncia contro Asl e l'ospedale, per capire cosa fosse successo e se il loro caro, agendo diversamente, si sarebbe potuto salvare. Il giudice in primo gtrado ha dato ragione ai parenti, attribuendo alla Asl di Latina un risarcimento di quasi un milione di euro.

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