Maxiblitz contro lo spaccio a Ostia: i pusher si muovevano con auto aziendali per le consegne a domicilio

Operazione della guardia di finanza all’alba a Ostia contro un’organizzazione che vendeva cocaina ed eroina anche con consegne a casa: 26 arresti.
Pusher in attività a Lido di Ostia, nell’area nota come Case Rosse
Pusher in attività a Lido di Ostia, nell’area nota come Case Rosse

Pusher attivi 365 giorni l'anno, festivi compresi, con possibilità di consegne a domicilio. È la capillare struttura smantellata questa mattina dalla guardia di finanza grazie a una maxi-operazione a Lido di Ostia. Il gruppo era dedito all’acquisto, alla detenzione e alla cessione sistematica di cocaina ed eroina in una delle più importanti piazze di spaccio della zona, nota come Case Rosse. Contro l'associazione il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma ha emesso, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, 24 custodie cautelari in carcere e 2 arresti domiciliari. Altri tre risultano indagati per un totale di 29 persone.

Tra le accuse anche quella di violazione di sigilli e autoriciclaggio. Le fiamme gialle hanno effettuato perquisizioni in alcune abitazioni della zona, alla ricerca di qualsiasi bene di cui non sia giustificato il possesso rispetto al reddito dichiarato o all'attività economica ufficiale dei membri dell'organizzazione. Il blitz è stato condotto all'alba con oltre duecento militari, un elicottero del Reparto operativo aeronavale di Civitavecchia e unità cinofile antidroga.

Il record di 200 dosi al giorno nei festivi e prefestivi

Una rete di vedette ad ogni angolo della strada allertava gli spacciatori della presenza delle forze dell'ordine. Il coordinamento dei turni garantiva una copertura h24. Per massimizzare i profitti e fidelizzare gli acquirenti, il gruppo forniva anche un servizio di recapito della droga direttamente a domicilio, impiegando corrieri dotati sia di mezzi propri sia di veicoli messi a disposizione dall’associazione. Una sorta di parco auto aziendale e una logistica di supporto garantivano all'organizzazione un volume di vendita di sostanze tra le cento e le centocinquanta dosi al giorno, con entrate stimate oltre un milione di euro in meno di un anno.

Ma l'efficienza massima veniva raggiunta durante i giorni festivi e prefestivi, periodi in cui il sodalizio riusciva a incrementare i flussi fino a superare le duecento dosi giornaliere. Per gli inquirenti i proventi venivano successivamente immessi in circuiti di autoriciclaggio, reinvestendo il denaro con l'obiettivo di ripulirlo.

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