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Confiscati quasi 2 milioni di euro al clan di Nicholas Brischetto: morto sul Gra a 300 km/h

Il clan Goman-Vinotti, vicino ai Casamonica, era specializzato in furti e rapine. Fra i beni confiscati anche una villa a Tivoli, auto sportive e orologi di lusso.
A cura di Francesco Esposito
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Società, gioielli, orologi e auto di lusso e una villa con piscina nei pressi di Tivoli. Questa è una parte del patrimonio da 1,8 milioni di euro totali confiscato dalla polizia al clan sinti Goman-Vinotti di Roma Est specializzato in furti, rapine in abitazione, truffe ad anziani e online e fabbricazione di documenti falsi e vicino ai Casamonica. Colpiti tre figure considerate apicali del clan: Epri Vinotti, 34 anni, suo marito Mirko Jovanovic, 36 anni, e suo cognato Kristijan Orsus, di 52. Per Vinotti e Orsus è stata disposta anche la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza. Del clan faceva parte anche Nicholas Brischetto, ragazzo di 21 anni morto in un incidente sul Raccordo nel 2022.

La confisca dopo il sequestro a marzo 2024

Il decreto di confisca, emesso dal Tribunale Sezione Misure di Prevenzione di Roma, arriva dopo una condanna in primo grado e conferma il sequestro preventivo già eseguito sulle stesse proprietà nel marzo 2024. Il processo ha acclarato la notevole sproporzione tra il grande valore dei beni posseduti, direttamente o indirettamente, dai membri della famiglia e le esigue entrate regolarmente dichiarate al fisco.

Secondo quanto sostenuto dall'accusa, grazie al materiale documentario raccolto dagli agenti, i tre e gli altri appartenenti al clan coprivano le tracce contabili delle loro azioni criminali grazie a una fitta rete di prestanome. A questi venivano intestati veicoli, utenze telefoniche, carte prepagate, così che le operazioni non potessero essere ricondotte a loro, i quali risultavano, invece, nullatenenti o quasi. Le indagini patrimoniali hanno ricostruito un sistema messo in piedi da circa venti anni: dai furti, le truffe e le rapine, i soldi venivano reinvestiti in quote di società, in auto di lusso, immobili, orologi e altri gioielli con un sofisticato schema di riciclaggio, autoriciclaggio e intestazioni fittizie.

Gli inquirenti avrebbero riavvolto i fili di questa matassa e stimato in circa 1,8 milioni di euro il patrimonio frutto delle attività criminali della famiglia. Quote sociali di due società ed un'impresa di commercio di veicoli e bar, polizze di pegno, ben undici automobili, tra cui una Porsche Cayenne, una Mercedes AMG A45S e una Lamborghini Gallardo, e anche una villa con piscina a Tivoli che il clan aveva anche usato come camera ardente per i funerali dei propri familiari.

La villa dei Goman–Vinotti a Tivoli
La villa dei Goman–Vinotti a Tivoli

Il legame di Goman-Vinotti con i Casamonica

La storia dei Goman-Vinotti è stata ricostruita dalla Divisione Anticrimine della Questura di Roma. Il sodalizio familiare e criminale sarebbe nato dall'unione di due clan sinti: i Goman, originari dell'ex Jugoslavia, e i Vinotti, italiani. Il gruppo era prima stabilito inizialmente nel basso Lazio e si è poi sposta nella Capitale. Qui aveva stretto legami con i più noti Casamonica, con cui si erano nel tempo spartiti gli ambiti criminali d'influenza. Se questi ultimi si sono sempre dedicati prevalentemente al traffico di sostanze stupefacenti, i Goman-Vinotti erano specializzati in furti e rapine in abitazioni su tutto il territorio nazionale, organizzando vere e proprie trasferte criminali anche in piccoli paesini della Calabria, della Basilicata e della Sicilia. Inoltre fabbricavano documenti falsi e architettavano truffe ai danni di anziani o tramite piattaforme di annunci online.

Faceva parte del clan anche Nicholas Brischetto

Figlio di Kristijan Orsus, noto anche come Kristijan Goman, era Nicholas Orsus Brischetto, il ragazzo di 21 anni morto sul Grande Raccordo Anulare nella notte del 19 luglio 2022 al termine di una folle corsa in auto – 300 chilometri orari – postata sui social con un video in diretta. In seguito aveva fatto scalpore il funerale del giovane, fra sgommate con auto di lusso e un murales abusivo poi cancellato. Abusivo era anche il mausoleo allestito dalla famiglia nel cimitero di Prima Porta e poi rimosso dall'Ama dopo la denuncia di Fanpage.it.

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