Rapinavano gioiellerie fingendosi clienti, bottino da quasi un milione di euro: sette arresti a Roma

Entravano vestiti da normali clienti e chiedevano di vedere gioielli e orologi di lusso. Sette persone arrestate a Roma per una serie di colpi fra il 2023 e il 2025: avevano portato un bottino da 900mila euro.
A cura di Roberto Abela
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Una maxirapina travestiti da finti clienti in un negozio di preziosi nel quartiere Parioli di Roma, per un bottino da 900 mila euro. È il colpo messo a segno nella primavera del 2024 da una banda specializzata nel saccheggio di gioiellerie e uffici postali, che ha dato il via a una lunga indagine culminata nella mattina di oggi martedì 5 maggio con cinque arresti. In quell'occasione i malviventi riuscirono a fuggire con 70 orologi di lusso. I criminali del gruppo, oltre ad essere organizzati in una struttura piramidale con una spartizione di ruoli ben precisi, erano soliti fingersi clienti e simulare interesse per i prodotti all'interno delle attività prese di mira, prima di sfoderare le pistole e minacciare il personale.

Il colpo che ha dato il via alle indagini

Tutti i colpi sarebbero stati messi a segno tra il 2023 ed il 2025. Ma ad attirare l'attenzione sulla banda è stato quello commesso due anni fa nel quartiere benestante a nord della Capitale. Anche quella volta i rapinatori erano entrati in una prestigiosa gioielleria simulando interesse per alcuni orologi di lusso. Poi, all'improvviso avevano estratto le pistole, una delle quali dotata di silenziatore, minacciando i dipendenti e riuscendo a fuggire con 70 pezzi uguali per un valore di 900mila euro.

Il volto estrapolato dalle immagini di sorveglianza

Le dinamiche della rapina avevano allertato gli investigatori della V Sezione Squadra Mobile della Polizia di Stato,  che erano riusciti a estrapolare un volto dalle immagini delle telecamere del negozio, i cui tratti somatici sembravano combaciare con quelli di un noto pregiudicato per reati della stessa specie: un sessantaduenne romano, in passato già finito in carcere.

La struttura piramidale della banda

L'attività di indagine degli agenti ha permesso di ricostruire la complessa struttura del gruppo, organizzato su un assetto piramidale con ruoli ben definiti: al vertice c'era un cinquantaseienne siciliano, seguito nella gerarchia da un conterraneo quarantasettenne, con compiti sia operativi che organizzativi e logistici. Sullo stesso livello di quest'ultimo si collocava l’uomo immortalato nelle immagini estrapolate dal colpo ai Parioli, delegato ai sopralluoghi e a compiti più operativi, come la custodia delle armi e delle auto utilizzate per le rapine. Sul gradino più basso, un quarantenne siciliano e un sessantacinquenne romano, con compiti preparatori e esecutivi delle singole operazioni criminali.

La meticolosa preparazione delle rapine

Secondo gli investigatori, ogni colpo era studiato e preparato con meticolosità, seguendo schemi consolidati e ricorrenti: i mezzi utilizzati per raggiungere l’obiettivo e assicurarsi la fuga erano rubati, ma tramite l'utilizzo di targhe contraffatte o clonate, riconducibili a mezzi realmente circolanti, la banda era riuscita a eludere eventuali controlli. In più, in prossimità delle attività commerciali prese d'assalto veniva allestito un veicolo di supporto (solitamente un furgone) con dispositivi di disturbo delle frequenze radio, Wi-Fi, Gps, solo per citarne alcune. Mezzi utili a ostacolare le attività di localizzazione e coordinamento delle forze dell'ordine.

L'arresto dei membri del sodalizio criminale

Sono quattro i colpi messi a segno tra il 2023 ed il 2025, ai danni di gioiellerie ed uffici postali. L’ultima di queste sventata dagli stessi agenti della Squadra Mobile in via Borromeo, nel quartiere romano di Primavalle, con l'arresto di alcuni membri del sodalizio criminale. L'uomo identificato dalle immagini delle telecamere è stato invece fermato in Versilia, nel Nord-Ovest della Toscana, lo scorso gennaio: il sessantaduenne è stato trovato in possesso di una pistola clandestina del tutto simile a quella usata nella rapina ai Parioli e di un auto rubata. Il Gip ha accolto la convalida degli arresti chiesti dalla Procura di Roma, coordinata dal Dipartimento criminalità diffusa, disponendo la custodia cautelare in carcere per cinque dei membri della banda e gli arresti domiciliari per altri due.

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