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“Mamma, siamo senza casa?”: lo sfratto di Eliona, malata di tumore e con due bimbe

Eliona e la sua famiglia sono state sfrattate: malata di tumore, perdono la casa insieme a lei suo marito, le due figlie piccole e la suocera, paziente in dialisi. Ma la lista per le case popolari è lunga: domani indetto un corteo per l’emergenza abitativa a Roma.
A cura di Beatrice Tominic
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Presidio dei sindacati per blocco sfratti e sgomberi dei mesi scorsi
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Un'altra famiglia è stata sfrattata. Un'altra famiglia, a partire dalla scorsa settimana, non ha più un posto che può chiamare casa. Cinque persone, fra cui due bimbe di sei e due anni, sono state sfrattate da quella che è stata la loro abitazione a Torre Angela, nella zona più ad est della città di Roma. Fra loro, oltre alle bimbe e al loro papà, due donne, la mamma Eliona e sua suocera, entrambe sottoposte, in questo momento, a cicli di cure mediche. La prima, che da poco è stata operata di tumore alle ovaie, adesso sta per iniziare le sedute mensili di chemioterapia, mentre l'altra si deve sottoporre tre volte a settimana alla dialisi.

"Avevo una casa, con un contratto di affitto valido due anni, ma da quando mio marito ha perso il lavoro, nel periodo di pandemia, è stato impossibile pagare. Dopo sei mesi hanno aperto la pratica", ha rivelato Eliona in un'intervista a Fanpage.it.  "Mi sono rivolta alla chiesa, dove ho chiesto e ricevuto aiuto: oggi viviamo in una sistemazione provvisoria che ci ha procurato la parrocchia, ma la più grande delle mie figlie ogni tanto mi chiede se siamo senza casa."

La richiesta di aiuto

Era il 7 marzo quando Eliona si è rivolta alla chiesa del suo quartiere: "A febbraio avevo appena scoperto la mia malattia: ho un tumore alle ovaie, mi sono dovuta operare il 14 marzo e adesso devo iniziare la chemioterapia – ha raccontato nel corso della telefonata – Mi sono rivolta anche agli assistenti sociali per trovare una soluzione per la casa, quando non sapevo ancora della malattia, ma nessuno mi ha saputo aiutare."

Lo sfratto del 7 aprile

La scorsa settimana, infine, è scattato lo sfratto: "Quel giorno sono arrivati il giudice, gli agenti della Polizia Locale e il medico per verificare le condizioni in cui stavamo io e la mamma. C'era anche padre Marco – ha detto – Mi hanno fatto uscire fuori dalla casa: avevo tempo di prendere le mie cose fino alle 15." A fine sfratto è arrivata anche Maria Vittoria, sindacalista di Asia, Associazione Inquilini e Abitanti dell'Unione Sindacale di Base, che, chiamata da padre Marco, insieme alla parrocchia si è fatta carico della situazione vissuta dalla famiglia di Eliona.

La sistemazione provvisoria

Eliona ha poi spiegato quanto accaduto: "Sono rimasta in un bed and breakfast per una notte. Poi la chiesa ha trovato un posto provvisorio che oggi ospita la mia famiglia, grazie al lavoro svolto da tre preti dalla parrocchia, padre Giulio, Marco e Alessandro. Oggi mi trovo ancora qui: anche perché, dove vado?", si chiede Eliona.

La ricerca del lavoro

Come ha spiegato, oggi la necessità è quella di trovare un lavoro: "Cerco aiuti da chiese e da altri enti perché non ho una casa, anche qui sto solo provvisoriamente. Mio marito cerca un'occupazione: in questi mesi ha lavorato come operaio in una ditta, ma adesso è stata chiusa."

Pensando alle figlie, ha detto: "Le bambine, che a novembre compiranno 3 e 7 anni, da quando siamo arrivati nel nuovo alloggio sembrano contente, perché la casa è spaziosa. La bimba più grande, però, ogni tanto mi chiede: "Mamma, noi siamo senza casa?" Io non so come rispondere: resto qui finché non avrò un altro posto, ma non so ancora quando."

L'emergenza abitativa

Ora ad occuparsi di questa famiglia saranno la parrocchia e il sindacato: "Adesso ci pensano loro, faranno una domanda per le case popolari. Sono una famiglia per me, mi hanno saputo ascoltare, mi hanno aiutata con le bambine e la chiesa mi ha procurato anche un'automobile per raggiungere l'ospedale quando devo fare la chemioterapia.", ha detto Eliona.

Qualche giorno prima, infatti, la stessa Maria Vittoria del sindacato di Asia aveva dichiarato a Fanpage.it: "Noi non pensiamo che debbano essere i privati gli ammortizzatori sociali, ma le case popolari. Mancano misure immediate e contingenti."

Per questa ragione domani, giovedì 14 aprile, è stato organizzato un corteo in partenza da piazza Giovanni da Verrazzano, davanti alla sede del Dipartimento alle Politiche Abitative, fino a piazza Oderico da Pordenone, nei pressi degli uffici della Regione Lazio. La manifestazione, che attraverserà il quartiere Garbatella, è stata indetta dal Movimento per il diritto all'abitare, per chiedere un intervento da parte di Comune e Regione sulla situazione: oggi nella città di Roma, infatti, gli sfratti in esecuzione sono 4500.

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