Sfratti a Collina delle Muse, finanziere cacciato di casa a 60 anni: “Ha sempre pagato, è un’ingiustizia”

La denuncia nelle PEC inviate a tutte le istituzioni: “Dopo anni di servizio, estromessi dalle nostre case con le famiglie”.
A cura di Gabriel Bernard
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La divisa della Guardia di Finanza sotto braccio e un ultimo sguardo a quella casa, a Collina delle Muse, nella zona di Montespaccato, in cui viveva dal 2004. Massimiliano Rossetto cammina lentamente e, prima di raggiungere la sua auto e trasferirsi da sua figlia a cui, a sessant’anni, si è ritrovato costretto a chiedere ospitalità, si gira indietro molte volte. Lì, in via Alfonso Splendore, lascia ricordi, progetti e soprattutto speranze che ora considera tradite. L’hanno definito moroso, come chi non paga l’affitto, e l’hanno sfrattato senza remore. E pensare che lui, militare della Finanza, era stato scelto per quell’appartamento di edilizia residenziale pubblica perché in prima linea alla lotta alla criminalità organizzata. Rispettoso delle regole, i suoi avvocati mostrano i bollettini dei pagamenti effettuati. E spiegano: "Questa storia va avanti da diversi anni e non riguarda solo Rossetto, ma tanti rappresentanti delle forze dell’ordine in servizio. Si è creato un cortocircuito con il Comune, ma una cosa è doverosa sottolinearla. Boccea Gestioni Immobiliari non è proprietaria di quegli immobili che sono di edilizia residenziale pubblica. Però, piano piano, è riuscita a buttare fuori tutti. E quelle case sono state affittate a soggetti privati che non hanno i requisiti".

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Ieri mattina è toccato a Rossetto, che intorno alle 7.30 ha visto arrivare l’ufficiale giudiziario, il fabbro, le forze dell’ordine e pure un medico. E anche l’avvocato che rappresenta Boccea Gestioni Immobiliari che non ha voluto rilasciare dichiarazioni.
La questione è intricata. Il progetto nella zona chiamata Collina delle Muse, nato da Regione e Roma Capitale per dare una casa a chi serve lo Stato e combatte la criminalità organizzata, prende il via nel 2004 e le case vengono costruite da Boccea Gestioni Immobiliari. Poi si susseguono questioni burocratiche e di ricalcolo delle tariffe degli affitti e di proroghe. La società respinge ogni richiesta di riscatto dell’alloggio o di rinnovo dell’affitto con il vecchio canone.

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Il presidente della commissione Patrimonio e Politiche abitative di Roma Capitale, Yuri Trombetti, non utilizza mezzi termini: "È un errore, un’ingiustizia". Non ha dubbi: non è vero che Rossetto e gli altri delle forze dell’ordine sfrattati nei mesi scorsi, sono morosi, "c’è solo un problema di ricalcolo delle tariffe ricalibrate dopo 17 anni". Trombetti sottolinea: "Abbiamo fatto un bando per le forze dell’ordine sfrattate, perché le situazioni così sono numerose, e il nostro obiettivo è dare loro un alloggio. Certo avremmo preferito un passaggio da casa a casa, ma non ci siamo riusciti perché la società non ha ritenuto opportuno attendere".
Rossetto le ha provate tutte. Si è rivolto agli avvocati, ha mostrato i documenti dei pagamenti, ha scritto a Regione, Comune, Prefettura, Tribunale, Corte d’appello e così via. Nell’email sottolinea "l’amaro senso di abbandono che accomuna lo scrivente e i numerosi colleghi che, uno dopo l'altro, sono stati costretti ad abbandonare i propri alloggi nel predetto comprensorio". Ricorda i "decenni di onorato servizio prestato alle Istituzioni, per poi venire estromessi dalle proprie abitazioni con le famiglie al seguito, trattati alla stregua di delinquenti comuni". Nella Pec si legge: "L’unico errore commesso da questi uomini è stato quello di confidare nello Stato, accettando un alloggio di edilizia agevolata riservato proprio a chi è quotidianamente impegnato nel contrasto alla criminalità organizzata. Se avessimo avuto anche solo il sospetto che la gestione di tali locazioni sarebbe stata affidata a una società immobiliare mossa da un palese disprezzo per le divise e per i valori che esse rappresentano, ognuno di noi avrebbe rinunciato istantaneamente a tale assegnazione".

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