19 Settembre 2022
17:45

Maddalena Urbani, lo spacciatore a processo per omicidio: “Era come una figlia, le volevo bene”

“Eravamo come padre e figlia, le volevo bene”. Abdulaziz Rajab è stato ascoltato in aula, a processo per omicidio per la morte di Maddalena Urbani.
A cura di Alessia Rabbai

Abdulaziz Rajab ascoltato in aula, a processo con l'accusa di omicidio per la morte di Maddalena Urbani, ha raccontato la sua versione dei fatti di quanto accaduto nell'appartamento di via Vibo Mariano in zona Cassia a Roma, dove la ventunenne è deceduta per overdose il 26 marzo del 2021. Quel giorno Maddalena lo aveva raggiunto all'interno della sua abitazione, dove il sessantaquattrenne, difeso dall'avvocato Andrea Palmieri, si trovava ai domiciliari.

"Le volevo bene, il nostro rapporto era come quello tra padre e figlia. Le ho detto che le avrei pagato gli studi, lei mi veniva a trovare" ha detto in aula, come riporta La Repubblica. Maddalena, figlia del medico Carlo Urbani, che per primo ha individuato la Sars e ne è stato ucciso, era una studentessa ed era iscritta all'Università di Perugia.

"Stava già male, aveva detto vado da un amico"

Rajab ha ripercorso gli ultimi momenti della vita di Maddalena, quando era in preda all'overdose e ha provato a rianimarla con un massaggio cardiaco improvvisato: "Le facevo la respirazione bocca a bocca ma continuava a rantolare". Per la Procura è responsabile della morte di Maddalena, perché ha tardato a chiamare i soccorsi, insieme all'amica Kaoula El Haouzi. Nell'ordinanza di custodia cautelare scaturita dall'indagine del sostituto procuratore Pietro Pollidori e dell'aggiunto Nunzia D'Elia riportata è riportato che "gli indagati hanno omesso di fare pervenire tempestive e adeguati soccorsi sanitari, in particolare il servizio 118, che avrebbero consentito di evitare l'evento letale".

L'imputato ha spiegato che: "È tornata a casa che stava male, ma aveva detto che era stata da un suo amico". E sul soccorso improvvisato del suo amico fantomatico medico che ha chiamato quando la ventunenne aveva invece bisogno di un'ambulanza ha spiegato: "Sapevo che fosse un dottore, solo dopo ho scoperto che non era laureato".

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