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Luigi trovato morto sotto la terrazza del Pincio, l’avvocata del padre: “Molte cose non tornano”

Il padre di Luigi Galateria tramite l’avvocata Ticconi ha presentato un’istanza, per chiedere al pm di approfondire alcuni aspetti che non tornano sulla morte del 29enne alla terrazza del Pincio.
Luigi Galateria
Luigi Galateria

"Nel caso di Luigi Galateria ci sono aspetti che non tornano. Ho despositato un'istanza con le richieste istruttorie per il pubblico ministero, ossia una richiesta di approfondire alcuni punti che non tornano al padre". A parlare intervistata da Fanpage.it è l'avvocata Annalisa Ticconi, che assiste il papà di Luigi, Claudio Galateria. Il ventinovenne è stato trovato morto sotto la Terrazza del Pincio a Villa Borghese il 26 maggio scorso. Era scomparso il giorno prima da casa in zona Pinciana a Roma, e solo dopo alcuni giorni gli investigatori sono risuciti a dare un nome a quel cadavere senza documenti.

Ad oggi, da quanto si apprende, non ci sono novità sulla drammatica vicenda, le indagini sono in corso e gli investigatori mantengono il massimo riserbo. Ad indagare sono gli agenti della polizia locale di Roma Capitale del I Gruppo, coordianti dalla Procura della Repubblica di Roma. Sono al vaglio le immagini di diverse telecamere presenti nell'area circostante a dove sono accaduti i fatti e potrebbero esserci dei testimoni.

"Alla famiglia ancora nessuna notizia"

L'avvocata Ticconi spiega che la famiglia di Luigi Galateria non ha ricevuto alcun aggiornamento in merito a quanto accaduto. Nessuna notizia su un'eventuale autopsia, la salma è ancora a disposizione del magistrato, che tiene in mano il fascicolo. "Confrontandomi con il papà, ho presentato delle richieste investigative, che chiaramente spetterà al pm decidere se prendere in considerazione oppure no" spiega l'avvocata Ticconi. Claudio infatti non crede che suo figlio si sia suicidato, né che si sia trattato di una caduta accidentale, ma piuttosto che sia rimasto vittima di un'aggressione, forse di una rapina. L'ipotesi è che avesse un appuntamento con qualcuno.

Tra i sospetti il fatto che chattasse con qualcuno

"Luigi secondo suo padre non aveva motivi per suicidarsi – prosegue l'avvocata Ticconi – Non aveva debiti, non faceva uso di droghe, non era depresso. Anzi, aveva dei progetti". Il ventinovenne infatti come già raccontato a Fanpage.it da suo padre, prima di morire, aveva comprato una macchina fotografica, perché era appassionato di fotografia, e aveva programmato di andare a trovare sua madre in Francia. Alcuni dei dubbi sulla sua morte riguardano i forti sospetti che chattasse con qualcuno anche di notte, e il fatto che il telefonino di Luigi non sia stato ritrovato.

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