video suggerito
video suggerito

Gianmarco Pozzi morto a Ponza, si decide sull’archiviazione. L’avvocato: “Procura ha ammesso errori nelle indagini”

Archiviazione del caso di Gimmy Pozzi, morto a Ponza nel 2020, l’avvocato della famiglia Fabrizio Gallo a Fanpage.it: “La Procura ha ammesso i suoi errori”.
Gianmarco Pozzi.
Gianmarco Pozzi.

"La Procura ha ammesso errori nel caso Pozzi", queste le parole a Fanpage.it dell'avvocato Fabrizio Gallo che assiste la famiglia Pozzi al termine dell'udienza di questa mattina in cui è stata chiesta l'archiviazione del caso che riguarda il ventottenne campione di kickboxing trovato morto in circostanze misteriose a Ponza, il 5 agosto del 2020. La famiglia di Gianmarco Pozzi non si è mai arresa alla possibilità che il giovane sia morto per un incidente. E oggi, in tribunale, ha presentato dei nuovi elementi considerati fondamentali per chiedere nuove indagini. Oltre alla famiglia e all'avvocato che l'assiste, sono stati presenti la deputata Stefania Ascari che da tempo sta seguendo il caso e anche il capo della Procura.

L'avvocato della famiglia: "Procura è per archiviazione, ma ha ammesso i suoi errori"

Raggiunto da Fanpage.it, l'avvocato Fabrizio Gallo ha commentato positivamente l'udienza che si è tenuta oggi: "La Procura ha ammesso i suoi errori. Il procuratore capo è venuto e ha ammesso i suoi errori – spiega a Fanpage.it – Anche se ha ribadito sempre la sua posizione sull'archiviazione, perché ormai non si può porre rimedio a tutti gli errori commessi finora. Ma il  giudice ha ascoltato con molta attenzione. Ora dobbiamo soltanto aspettare".

Diversi gli elementi su cui la Procura ha manifestato dei dubbi secondo l'avvocato. "Sicuramente sulla questione del telefonino, elemento che abbiamo portato in aula noi questa mattina e sulla chiamata mai rintracciata partita dal dispositivo nella notte in cui è morto Gimmy – inizia ad elencare ancora l'avvocato Gallo –  Ma soprattutto sulla questione dell'autopsia: la consulente del pubblico ministero aveva il dovere di svolgere l'autopsia o qualche esame simile. Mentre nel corpo di Gianmarco non è stata eseguita neanche una tac total body, nonostante il suo corpo si trovasse nella camera mortuaria di un ospedale. Ora non è più possibile svolgere gli accertamenti che sarebbero stat necessari. Che fare adesso? Come si può giustificare una simile mancanza agli occhi di un padre?".

Padre che, come ogni volta, era presente stamattina. "C'è stato dialogo fra le parti, la Procura ha ammesso che ci sono state criticità sul caso – aggiunge in conclusione Paolo Pozzi – Ora dobbiamo solo aspettare per capire cosa deciderà il giudice".

Paolo Pozzi, l’avvocato Fabrizio Gallo e la deputata Stefani Ascari.
Paolo Pozzi, l’avvocato Fabrizio Gallo e la deputata Stefani Ascari.

Chi ha usato il telefono di Gianmarco Pozzi: la chiamata post mortem

Fra gli elementi più importanti presentati oggi nel corso dell'udienza, la telefonata evidenziata nel corso dell'ultima perizia secondo cui qualcuno avrebbe utilizzato il telefonino di Gianmarco dopo la sua morte per chiamare uno degli amici con cui alloggiava nel periodo trascorso sull'isola di Ponza dove lavorava come buttafuori. "Qualcuno" e non Gianmarco stesso poiché la chiamata, secondo quanto riportato dal dispositivo elettronico, è scattata un minuto e mezzo dopo circa l'orario in cui sarebbe avvenuta la morte del ragazzo.

Nel corso della telefonata, però, non ci sono urla spaventate dei residenti della zona né di quelli che vivono all'interno dell'abitazione nella cui intercapedine è caduto (o spinto, secondo la difesa della famiglia Pozzi) Gianmarco. Nei secondi di telefonata, invece, si sentirebbero soltanto dei fruscii e qualche respiro che, secondo la difesa dei Pozzi, potrebbe coincidere con un corpo trascinato nella collina che affacciava sul luogo dove poi è stato ritrovato il corpo. Poi più nulla.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views