Un dipendente è stato licenziato per aver preso due pagnotte di pane all'interno del forno per il quale lavorava. L'uomo, nonostante si trattasse di due filoni destinati al macero, che ha preso per sfamare la sua famiglia, ha perso la sua occupazione. Protagonista della vicenda a sfondo razziale raccontata dal sindacato Flai Cgil è un lavoratore originario dell'Afghanistan. Secondo le informazioni apprese i fatti sono accaduti in un forno artigianale di Roma. Nello specifico, il pane sottratto dal lavoratore sarebbe di fatto rimasto invenduto e buttato via, perché non rispettava i requisiti richiesti per la vendita al cliente. Così, spinto da necessità, non ha voluto sprecarlo e lo ha portato a casa per mangiarlo Ma il gesto non è passato inosservato all'ex amministratore dell'azienda, che ha segnalato l'accaduto ed è stato licenziato in tronco, senza che gli fossero chieste spiegazioni.

Il sindacato: "Avviata una nuova causa contro l'azienda"

"La grave vicenda è accaduta in un’azienda già condannata per condotta antisindacale per aver, negli ultimi anni, discriminato, intimidito e licenziato i lavoratori iscritti alla Flai Cgil – si legge in una nota pubblicata dal sindacato e dal segretario generale di Roma e del Lazio Giuseppe Cappucci – Colui che ha segnalato il furto è l’ex amministratore dell’azienda, è lo stesso che nella registrazione di un colloquio con i lavoratori extracomunitari si era definito fascista, ribadendo la sua avversione nei confronti del sindacato, con le seguenti frasi: "Tu magnavi le cavallette e oggi stai qua", "con i comunisti non voglio avere niente a che fare, con la feccia non mi sporco". La Flai Cgil ha inoltre reso noto di aver "già vinto una causa nei confronti dell’azienda, ora sta avviando una nuova causa. Dalla parte dei lavoratori, contro questi atteggiamenti fascisti, contro le discriminazioni e lo sfruttamento".

Interrogazione parlamentare al ministro del Lavoro

Sul caso è intervenuto anche il portavoce nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, che presenterà un'interrogazione parlamentare al ministro del Lavoro: "Queste persone e questa mentalità vanno combattute con forza, sempre e in ogni dove. Il sindacato ha annunciato che avvierà una nuova causa. Noi siamo con loro".