Seduta su una panchina rossa con lo sguardo rivolto verso Villa Borghese. La statua dedicata ad Anna Magnani in Largo Fellini, a due passi dalle Mura Aureliane, è un simbolo di Roma, del cinema, ma anche della lotta contro la violenza alle donne. Lei che di personalità ne aveva. "Le donne di carattere sono sempre ammirate dagli uomini veri, disprezzate e criticate dai quaquaraquà e dalle femmine di poco stile", diceva l'attrice romana.

"Vogliamo condannare ogni forma di sopraffazione e violenza sulle donne"

La statua sarà presente fino a fine anno. È stata realizzata dall'artista Antonio Nigro, allestita dal gruppo Mekane e voluta dalla Fondazione Sorgente Group. L'occasione è quella del Festival del Cinema di Roma, che si terrà fino al 25 ottobre.  “Abbiamo scelto Anna Magnani perché nessuna attrice meglio di lei incarna lo spirito delle donne romane, resilienti e combattive", spiega la vice presidente della Fondazione Sorgente Group, Paola Mainetti, all'inaugurazione. "Sagace e fiera, popolana e signora, aveva una sicura coscienza di sé e della sua origine. La vita d’artista fu con lei prodiga di doni e riconoscimenti, la vita di donna la lasciò spesso dolorante e sola", prosegue Mainetti. Che poi spiega i motivi che hanno portato alla scelta dell'attrice romana: "Ricordando Anna Magnani, vogliamo condannare ogni forma di sopraffazione e violenza sulle donne", prosegue Mainetti, "consapevoli che Cultura e Cinema offrono alle donne importanti occasioni di riscatto”.

"È necessario prendere posizione contro le molestie nel mondo del cinema"

L'attenzione per le molestie contro le donne nel mondo del cinema è cresciuta molto nell'ultimo anno, con il movimento MeToo che si è battuto e si sta battendo perché sconfiggere violazioni della persona. "Prendere posizione è ancora più necessario", ha detto Sabrina Alfonsi, presidente del Municipio Roma I Centro. Soprattutto "in un momento storico in cui il cammino delle donne verso la parità è ancora lungo, in cui il gender pay gap pende in netto squilibrio a danno delle donne, in cui le proteste del movimento Me Too hanno aperto una discussione anche sulle molestie nel mondo del cinema".