La Regione Lazio pronta a salvare i pini di Roma dall'assalto del parassita cocciniglia tartaruga che sta distruggendo gli alberi della Capitale. Il presidente del Lazio, Nicola Zingaretti, ha annunciato che metterà in campo un investimento da 500mila euro. "Raccogliamo il grido d'allarme lanciato da molti romani e da tante associazioni a partire da Italia Nostra. Anche noi vogliamo difendere questo grande patrimonio naturale, culturale e di biodiversità. La Regione Lazio farà la propria parte", ha dichiarato il governatore. "Stiamo piantando nella nostra regione con il progetto Ossigeno 6 milioni di nuovi alberi. Ma prima di tutto è doveroso salvare quelli che già esistono e che rappresentano una riserva fondamentale di bellezza e benessere", ha aggiunto.

Proprio in merito al parassita la sindaca di Roma, Virginia Raggi, aveva risposto così a una domanda di un cittadino: "Stiamo riflettendo con la Soprintendenza se non sia meglio mettere a dimora essenze di tipo diverso: chiaramente è una valutazione che sarà fatta dagli agronomi e dalla Soprintendenza. Siamo partiti nel 2019 con interventi sperimentali di fitoterapia. Siamo in attesa che il Ministero e la Regione approvino un protocollo fitoterapico che abbia valore non solo per gli interventi pubblici ma anche per quelli privati. Noi stiamo operando con un intervento sperimentale, che peraltro consigliamo anche ai privati che ci chiedono come risolvere il problema. Quando questo intervento sarà validato in maniera ufficiale si potrà intervenire anche sulle alberature private allo stesso modo".

Il caso dei pini di Roma è arrivato anche in Parlamento, con la capogruppo di Leu al Senato, Loredana De Petris, che ha presentato alcuni mesi fa un'interrogazione in merito ai Ministri delle Politiche agricole alimentari e forestali e dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare: "Quanto sta avvenendo ai pini di Roma, che stanno morendo a causa della cocciniglia tartaruga, oltre a costituire un inestimabile danno ambientale, è un pericolo per l'incolumità dei cittadini, per l'eventuale caduta dei rami. Bisogna intervenire con urgenza, anche con opportune risorse finanziarie da investire nella lotta al parassita e nella ricerca, al fine di tutelare il patrimonio arboreo e paesaggistico del nostro intero Paese", ha detto De Petris.

Sempre su questo argomento la consigliera di Fratelli d'Italia, Lavinia Mennuni, hanno promosso un sit in per chiedere finanziamenti ad hoc: "Abbiamo partecipato, insieme a comitati e cittadini, ad una manifestazione davanti al Ministero delle politiche agricole per chiedere un'azione forte di tutela delle nostre alberature e in particolare per combattere la cocciniglia tartaruga del pino (‘Toumeyella parvicornis'). Questo parassita – spiegano – nella primavera 2020 ha raggiunto la Capitale con numerosi focolai e ne sono rimasti colpiti molti pini. Per questo con mozioni, interrogazioni e plurimi atti abbiamo chiesto di intervenire per scongiurare tale disastro ambientale con opportune risorse finanziarie da investire per la prevenzione, il controllo e il contrasto alla ‘Toumeyella parviconis' al fine di salvaguardare e tutelare il patrimonio arboreo della Capitale e delle alberature delle ville Storiche". Infine, il partito di Carlo Calenda, Azione, ha lanciato una petizione su Change.org per denunciare l'immobilismo, a loro dire, dell'amministrazione capitolina.

Il parassita che sta invadendo Roma

A Fanpage.it Pierfrancesco Malandrino, dottore forestale e arboricoltore, ha spiegato: "Questo parassita di diffonde attraverso il vento. Roma ha un patrimonio in pini storico culturale ambientale di enorme valore e quindi questo insetto, se non contrastato, creerà molti problemi, legati alla sua rapidissima diffusione". Si tratta di un parassita alieno, non autoctono, e quindi nel nostro territorio non ci sono ancora parassiti naturali in grado di contrastarlo "e questo è il motivo per cui ancora non conosciamo le possibilità di intervento. In Campania si è provato iniettando insetticidi direttamente nel tronco dell'albero. I risultati sembrano esserci, anche se al momento le istituzioni pubbliche non possono intervenire con sistemi e prodotti se non sono certificati. Se si vede un annerimento dei tronchi vuol dire che l'infestazione è già in progressione".