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Tartarughe azzannatrici avvistate vicino Roma, l’esperto: “Possono tranciare il dito di un bambino”

Nella riserva naturale di Torre Flavia a Ladispoli sono state avvistate delle tartarughe azzannatrici. L’etologo Andrea Lunerti raccomanda di fare attenzione: “Sono pericolose, possono tranciare il dito di un bambino”.
A cura di Alessia Rabbai
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Una tartaruga azzannatrice (Foto di Andrea Centini)
Una tartaruga azzannatrice (Foto di Andrea Centini)

Tartarughe azzannatrici (Chelydra serpentina) sono state avvistate a Roma e dintorni. Alcuni esemplari sono stati visti nei giorni scorsi nella Riserva naturale di Torre Flavia nel territorio del Comune di Ladispoli, in provincia di Roma. Si tratta di una delle specie di tartarughe più pericolose al mondo, capace, se disturbata, di sferrarre morsi, che provocano ferite anche gravi. Specie aliena, originaria degli Stati Uniti del Nord, detenerla e venderla è illegale in Italia. Negli anni sono state fatte varie catture. In Italia è vietato detenere e commerciare queste tartarughe, ma continuano ad arrivare nel nostro Paese attraverso il traffico di specie esotiche.

L'etologo: "Specie aliena e pericolosa per l'ecosistema"

"L'avvistamento di tartarughe azzannatrici tra Roma e provincia non è una novità, ormai succede continuamente e ovunque. Ne ho catturate circa diciassette esemplari nell'arco di dieci anni" spiega contattato da Fanpage.it l'etologo Andrea Lunerti. Come avevo preannunciato immaginavo che una tartaruga proveniente dal Nord America si potesse adattare al nostro clima e addirittura arrivare a riprodursi. Abbiamo quasi la certezza che sia così. Troviamo sempre più esemplari giovani e provenienti da stagni e bacini, corsi d'acqua interni". A giugno del 2025 una tartaruga azzannatrice è stata trovata all'interno di un giardino a Morlupo e tra Roma e provincia ci sono stati vari avvistamenti.

"Tartaruga azzannatrice può recidere la falange di un bambino"

La presenza della tartaruga azzannatrice, continua Lunerti, "è un distrastro ambientale: sono animali che hanno un grosso impatto sulle specie autoctone, che non sono pronte a far fronte a un tipo di predatore come questo. C'è anche un vuoto culturale, perché non siamo in grado di percepire questo pericolo. Il pericolo riguarda specialmente i bambini, che se vedono una tartaruga in natura per istinto vanno a toccarla e può mordere, facendo uscire il collo due terzi al di sopra del carapace. Può arrivare a recidere la falange di un bambino" spiega Lunerti. Per prevenire questi incidenti è necessario fare formazione e informazione, per sapere come comportarsi quando ci si imbatte in una tartaruga azzannatrice". L'esperto aggiunge inoltre che in caso di ritrovamento serve fare la massima attenzione, non avvicinarsi e segnalare la sua presenza.

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