La protesta dei residenti dopo il concerto di Cremonini al Circo Massimo: “Rischi per monumenti e abitazioni”

Il doppio concerto di Cesare Cremonini di sabato 6 e domenica 7 giugno ha riacceso i riflettori sulla gestione della viabilità e sulla convivenza con i residenti nella zona del Circo Massimo a Roma. "Grande preoccupazione" per il futuro dell'area è stato espresso dall'associazione Amici dell'Aventino attraverso il suo vicepresidente Enrico Barbieri, il cui sfogo è arrivato anche dopo le polemiche sui social per i tir dell'organizzazione parcheggiati dentro il sito archeologico.
Quando il concerto di Travis Scott ha provocato una vibrazione registrata dall'Ingv
"Da circa 5-6 anni – ha dichiarato Barbieri – è cominciato un uso più frequente del Circo Massimo per i grandi eventi della Capitale. Nonostante le rassicurazioni, noi siamo sempre stati preoccupati. Finché non si arriva al 2023, al concerto di Travis Scott, che lasciò tutti quanti inorriditi e sbalorditi, con la gente che si riversò per strada pensando fosse un terremoto: c'erano i lampadari, e addirittura alcune case, che si muovevano". In quell'occasione, la sera del 7 agosto di tre anni fa le vibrazioni della folla che assisteva al concerto vennero registrate anche dalla stazione ROM9 dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Il giorno successivo la direttrice del Parco Archeologico del Colosseo, Alfonsina Russo, aveva dichiarato che in futuro l'ente avrebbe sempre espresso parere negativo per questo tipo di eventi nel sito.
"Già nel 2019, con il concerto dei The Giornalisti – ha aggiunto Barbieri -, emerse da uno studio che i sensori della Torre della Moletta", dal lato di viale Aventino e dalla parte opposta rispetto a dove viene montato il palco, "avevano registrato il limite massimo di vibrazioni tollerabili dal monumento. E quello dei The Giornalisti non era un concerto grande come quelli che sono seguiti. Tuttavia, quello che doveva essere un monito per l'amministrazione cittadina, è stato trascurato".
"Circo Massimo zona a rischio idrogeologico"
Eventi da decine se non centinaia di migliaia di persone al Circo Massimo sarebbero rischiose, secondo quanto dichiarato dal vicepresidente dell'associazione Amici dell'Aventino, anche perché "è notoriamente una zona a rischio idrogeologico, dato che poggia su cavità che sono o ex cave di pozzolana o anche siti archeologici ipogei. Zona che ha in sé parte del patrimonio Unesco di Roma, monumenti, siti archeologici ipogei in superficie, abitazioni civili, che già hanno avuto problemi in passato, ci sono state già voragini, i cosidetti sinkhole. E, sulla base di tutto ciò, cosa si è deciso? Di fare non solo più concerti, ma di farli sempre più potenti. C'è stato un menefreghismo bello e buono, nonostante tutti gli studi che sono stati fatti e gli avvertimenti che sono stati ricevuti", ha commentato Barbieri.
"Tanti addetti ai lavori sostengono che i sempre più frequenti allagamenti del Circo Massimo sono dovuti alla compressione dell'argilla degli strati sotterranei – ha ribadito – In un'area dove peraltro è possibile siano presenti reperti. Argilla che viene quindi compressa dal peso dei tir e anche della folla. Con il tempo, l'acqua ha cominciato ad avere difficoltà a defluire e quando piove rimane anche per 10 giorni e non evapora. Tutto accade soprattutto nella parte centrale e verso via dell'Ara Massima di Ercole, verso il Lungotevere, dove si concentrano sia i tir sia la folla, sia il palco dei concerti", ha concluso Barbieri.
Già presentato un'esposto a febbraio 2025
Le stesse contestazioni erano alla base di un esposto presentato dall'associazione al Campidoglio e alle forze dell'ordine dall'associazione Amici dell'Aventino a febbraio 2025 in cui si chiedeva, "non essendo stata eseguita, in base alle notizie in nostro possesso, alcuna indagine conoscitiva degli effetti dei grandi eventi al Circo Massimo sul colle Aventino" di "intraprendere, se necessario, le opportune azioni affinché vengano bloccati ulteriori grandi eventi al Circo Massimo". Inoltre, l'associazione aggiungeva di ritenere l'amministrazione responsabile di eventuali danni al patrimonio immobiliare della zona. All'esposto aveva risposto l'assessore ai Grandi Eventi, Moda, Sport e Turismo, Alessandro Onorato, per cui "permettere concerti di grandi artisti italiani e internazionali, nel rispetto delle prescrizioni della Sovrintendenza capitolina, è un'opportunità per tutti", in quanto generano "importanti ricadute economiche che altrimenti non avremmo, sano intrattenimento, stimoliamo la socializzazione nei giovani, nuovi flussi turistici e la partecipazione attiva nella vita culturale della città".