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La moglie di Antony, morto sul Gra mentre soccorreva i feriti: “Anche il padre morto nello stesso punto”

Parla la moglie di Antony Josue, la guardia giurata investita all’alba di ieri domenica 3 maggio sul Gra, mentre cercava di soccorrere i passeggeri di un’auto ribaltata.
A cura di Roberto Abela
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Antony Josue e sua moglie Shamira
Antony Josue e sua moglie Shamira

Padre e figlio morti sullo stesso tratto di strada. È il triste destino che ha accumunato Antony, 35 anni, e il genitore Angelo Josue: il primo è stato travolto da una vettura all'alba di domenica 3 maggio, quando è sceso dalla macchina per prestare soccorso ai passeggeri di un'auto ribaltata. Il secondo era stato colpito nel 2016 da un pirata della strada mentre andava al lavoro in scooter. Entrambi gli incidenti mortali sono avvenuti intorno al chilometro 40.700 del Grande raccordo anulare. A parlarne in un'intervista a Repubblica è Shamira Perrella, 33enne casalinga e moglie di Antony.

"Per noi è un eroe"

I due si erano conosciuti nel luglio 2017, un anno dopo la prima tragedia: "Da allora Antony sognava solo di costruirsi la sua famiglia. Viveva per me e per i nostri due figli. E lo amiamo così tanto: per noi è un eroe", racconta la donna, moglie della guardia giurata investita ieri sul Gra nel tentativo di aiutare i passeggeri di un veicolo ribaltatosi da solo. In tre, infatti, erano rimasti intrappolati in una Fiat Cinquecento, quando l'uomo è sceso per chiamare i soccorsi e intervenire.

Il ricordo della moglie

Antony era "un uomo solare e altruista, uno che trovava la forza di sorridere, anche se gli stava crollando il mondo addosso. Non si tirava mai indietro, quando si trattava di aiutare gli altri. E il modo in cui ha perso la vita lo testimonia", così Shamira ricorda suo marito: "Non era un tifoso di calcio. Amava il suo lavoro, anche se faceva sempre il turno di notte. Era appassionato di pesca al mare e da un anno si era comprato una moto. Quando riusciva andava a fare qualche gita". Poi, racconta il loro primo incontro: "È stato in un bar, qui a Roma e ci siamo piaciuti subito. Ci siamo sposati nel dicembre del 2019 e abbiamo fatto due figli, che ora hanno cinque e sette anni".

L'ultima chiamata di Antony

"Come tutte le sere, abbiamo parlato al telefono verso le 23. Poi io sono andata a dormire sapendo che verso le sette del mattino, quando mi sarei svegliata, lui sarebbe stato a casa". Ma Antony non farà ritorno quella mattina, perché ha perso la vita "nello stesso punto in cui è morto suo padre. Verrebbe istintivo chiedere più sicurezza, ma tutto il Raccordo è pericoloso, non solo quel tratto" afferma Shamira, scettica sul chiedere maggiori interventi su quel tratto di A90: "Cosa cambierebbe? Metti più autovelox e la gente corre lo stesso, secondo il pensiero che al massimo gli arriva una multa. Corrono anche con i dossi".

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