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Elezioni comunali Roma 2021
6 Ottobre 2021
11:19

La frana del M5S lascia a casa un esercito di ex consiglieri e assessori: cosa faranno senza poltrone?

Sui 48 seggi dell’aula Giulio Cesare nel 2016 il Movimento 5 Stelle ne occupava 29. Oggi, all’indomani della sconfitta campale al primo turno, potrebbero essere tre o quattro i consiglieri pentastellati in Campidoglio. Nei municipi da avere la maggioranza con sedici consiglieri minimo passeranno ad avere uno o al massimo due consiglieri. Un’intera classe dirigente è al bivio, tra continuare nell’impegno politico anche senza poltrona o tornare nel proprio privato. E molto dipenderà da che ruolo giocherà l’ex sindaca Raggi.
A cura di Luca Ferrero
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Elezioni comunali Roma 2021

All'indomani del primo turno delle elezioni amministrative a Roma, l'aula Giulio Cesare resta deserta, in attesa di conoscere i nomi dei futuri consiglieri comunali. Lo spoglio delle preferenze è ancora in corso e per conoscere la composizione definitiva dell'assemblea capitolina bisognerà attendere l'esito del ballottaggio. Ma una cosa sembra essere certa: la frana del Movimento 5 Stelle lascerà a casa un esercito di ex consiglieri e assessori. Potrebbe restare fuori persino il vice sindaco uscente Pietro Calabrese, che fino all'ultimo ha difeso a tutti i costi la sindaca, a costo di violare il silenzio elettorale per gridare al complotto sull'incendio del Ponte di Ferro. Insieme a lui, la "schiera degli onesti", che nel 2016 aveva invaso Campidoglio e municipi, si troverebbe costretta a trovare nuove strade politiche.

Il giorno dopo la disfatta campale, viene da chiedersi che ne sarà di loro. Sapranno trovare esilio in terre straniere, transfughi verso mete con più alte percentuali? Oppure resteranno a fianco dell'ex sindaca? Magari in prima linea nella ricostruzione di un Movimento fattosi partito. I reduci dal Palazzo, quello che la sindaca prometteva sarebbe stato "una casa di vetro per i romani", torneranno nelle strade per continuare a battersi per i territori? Attivisti della seconda ora in cerca di riscatto politico oppure onesti lavoratori con tanta voglia di tornare al caldo dei propri studi professionali? Un'intera classe dirigente è al bivio: rischia di disperdersi ancor prima di aver avuto il tempo di strutturarsi.

I pentastellati fuori dal Palazzo: una classe dirigente al bivio

Nel 2016 in Aula Giulio Cesare entravano 29 consiglieri comunali, molti dei quali alla prima esperienza: studentesse, ingegneri, avvocati, blogger, imprenditori. Oggi, cinque anni dopo, potrebbero essere tre o quattro i seggi ottenuti dal M5S nell'assemblea capitolina. Tra questi, forse, l'assessora uscente Linda Meleo e l'ex consigliere Paolo Ferrara. Nei consigli dei singoli municipi, un giorno dominati dai pentastellati, ora potrebbero sedersi al massimo uno o due candidati nella lista 5 Stelle. La responsabilità di trattenere nelle maglie del Movimento una classe dirigente a rischio dispersione sarà innanzitutto della ex sindaca. Se Virginia Raggi accetterà di restare in Campidoglio come consigliera semplice, la ricostruzione del M5S a Roma potrebbe passare proprio per un'opposizione intransigente, che sappia comunicare con la città e con i territori. Beppe Grillo al comizio di chiusura della campagna elettorale aveva chiarito che nel Movimento Raggi non sarebbe stata messa da parte anche "in caso di sconfitta". Ora starà lei decidere se proiettarsi in altri ruoli o rimanere nella sua postazione. Certo quanto visto in questa campagna elettorale, con un attivismo ridotto ai minimi termini rispetto a cinque anni fa (pochi gazebo, pochi volantinaggi, scarsissima presenza nei territori), non lascia ben sperare.

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