Un corteo al grido "Libertà, libertà" ha accompagnato la manifestazione IoApro. "Bisogna lavorare, bisogna stare tutti insieme". Cori contro forze dell'ordine, giornalisti e il governo di Mario Draghi, per le chiusure delle attività commerciali che ne limitano il servizio all'asporto e alla consegna a domicilio ormai da diverse settimane sia a pranzo che a cena, con Roma e il Lazio in zona arancione. "Se fossi un responsabile alla sicurezza ragionerei in maniera diversa – dice un cuoco che oggi pomeriggio è sceso in strada indossando la sua divisa bianca da lavoro – gli addetti alla sicurezza sono persone per bene che conoscono i nostri problemi, certo sono lì per fare quello. Noi invece dobbiamo prendere e spostare i nostri politici come una matita, non con i manganelli, perché l'unica cosa che temono è il voto". "Il nostro torto è quello di essere gente onesta che abbiamo resistito finora dodici mesi" spiega ai microfoni dei giornalisti un ristoratore. "Non si può più andare avanti così – grida una ragazza – chiediamo solo di lavorare, non vogliamo la vostra elemosina".

Tensioni alla manifestazione IoApro, 120 identificati e 6 in Questura

Una piazza divisa quella di oggi, che ha visto da una parte tante persone che chiedevano di essere scortate fino a Montecitorio, dall'altra esponenti di estrema destra tra cui CasaPound, che hanno cercato lo scontro. Un bilancio quello arrivato in serata che ha portato all'identificazione di 120 persone, sei portate in Questura e due pullman di manifestanti provenienti da Bologna fermati al casello Roma Nord. Le tensioni, con lancio di petardi e bombe carta, scaturite nel pomeriggio in un centro di Roma blindato, hanno portato a tafferugli in piazza San Silvestro, piazza del Popolo e Muro Torto, dove una quarantina di manifestanti che si sono divisi dalla folla in protesta hanno bloccato il traffico dei veicoli e dove gli agenti di polizia hanno dato il via alle cariche.

 

Servizio di Simona Berterame