Mai come quest'anno l'apertura delle scuole è una grossa incognita. E non solo per la pandemia da coronavirus, ma anche per problemi strutturali degli istituti e carenza di organico, con cui la scuola pubblica fa ormai i conti da anni. Senza contare che, in caso di sospetti positivi, la classe e gli insegnanti saranno in quarantena fino al tampone. Insomma, la scuola pubblica riparte ma con un grande punto interrogativo. Negli ultimi giorni in tanti avete segnalato a Fanpage.it criticità legate agli istituti scolastici in varie zone di Roma. Alcuni versano in condizioni critiche, con crepe nei muri, sanitari danneggiati, buche nel terreno. Altri, invece, riapriranno dopo il 14 settembre a causa dei ritardi nelle verifiche strutturali. Molti genitori che hanno due o tre bambini, invece, non sanno come fare per gestire le entrate e gli orari diversi dei figli a scuola. Come coniugare questo con il lavoro?

Criticità, quelle dei plessi scolastici, che vanno avanti da anni. Fanpage.it ha intervistato in merito Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale presidi della Regione Lazio. "Il Covid-19 – ha commentato – Ha messo in luce problemi già esistenti. È una situazione che va avanti da 15-20 anni. Il meccanismo per reperire gli insegnanti fa acqua da tutte le parti e non si fanno concorsi. Prima del 2019, l’ultimo concorso per presidi risale a 8 anni fa. Ora ne verranno immessi 500 il primo settembre, ma siamo sempre sotto organico". E poi ci sono le aule sovraffollate.“Classi pollaio? Ci sono da almeno 10 anni, quando si è deciso di tagliare 8 miliardi di euro per la scuola. Da lì, meno insegnanti e quindi aule con più alunni: fino ad arrivare a 28 studenti per classe. Che oggi, con le regole del distanziamento, è impossibile sostenere".

Invitiamo genitori, insegnanti e studenti a segnalare le difficoltà dell'inizio dell'anno scolastico all'email di Fanpage: segnalazioni@fanpage.it