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Il figlio di Vasco Rossi assolto dopo 8 anni: era accusato di aver provocato un incidente stradale

Davide Rossi era accusato di lesioni stradali e omissioni di soccorso. I giudici della Corte d’Appello di Roma lo hanno assolto perché il fatto non sussiste.
A cura di Natascia Grbic
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A sinistra, Davide Rossi
A sinistra, Davide Rossi

Davide Rossi è stato assolto in secondo grado dall'accusa di lesioni stradali e omissione di soccorso. I giudici della Corte d'Appello hanno ritenuto che ‘il fatto non sussiste'. Il motivo? Non guidava lui la macchina la sera dell'incidente, e non era nemmeno mai scappato. Assolto anche l'amico che quella sera era in auto con lui e che era stato accusato di favoreggiamento.

Ma andiamo con ordine. La notte del 16 settembre 2016 il figlio di Vasco Rossi era in auto con un amico. La macchina era la sua, ma alla guida c'era l'altro ragazzo, che tra via Duccio Garimberti e via Enrico Donato si è scontrato con un'altra vettura. Il giovane non aveva rispettato uno stop ed era piombato addosso all'altro auto, ferendo due ragazze. Ma è qui che il fatto si ingarbuglia: nonostante fosse stato il suo amico, proprio perché lui alla guida, a compilare il cid, Davide Rossi è finito a processo con l'accusa di essere lui il guidatore. Non solo: gli viene anche contestata l'omissione di soccorso. L'amico, che sin da subito si è preso la responsabilità dichiarando di essere stato lui a causare l'incidente, è stato accusato invece di favoreggiamento.

In primo grado Davide Rossi era stato condannato a un anno e dieci mesi per lesioni stradali e omissioni di soccorso. Verdetto ribaltato in appello, con l'arrivo della soluzione. Per l'accusa, Rossi procedeva “a velocità elevata e non arrestandosi al segnale di stop ha impattato con un’automobile sui cui viaggiavano due donne che hanno riportato ferite guaribili in oltre 40 giorni". Sempre per il pubblico ministero, l'amico l'aveva aiutato "ad eludere le indagini dichiarando di essere stato lui al volante dell'autovettura e il responsabile del sinistro stradale sottoscrivendo il modulo di constatazione amichevole di incidente". Una ricostruzione smentita dalla sentenza di secondo grado che assolve entrambi i ragazzi.

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