Chi ha inoltrato richiesta per il bonus affitto a Roma avrebbe dovuto ricevere il 40% di tre mensilità, invece gli saranno riconosciuti solo 245€. "È stato chiaro da subito che i fondi per il Bonus non erano adeguati ai numeri e alle pressanti richieste di tante famiglie romane colpite dall’emergenza Covid-19", scrive l'Assessora al Patrimonio e alle Politiche abitative, Valentina Vivarelli, sul suo profilo Facebook, "lo abbiamo comunicato in una lettera inviata alla Regione". Sembra quindi esserci anche uno scontro politico tra Comune di Roma e Regione Lazio dietro questi problemi. Ma anche ora che è stato stabilito quanto sarà dato alle famiglie, molte non hanno ancora ricevuto nulla. E questo dopo più di quattro mesi da quando è scaduto il termine per presentare le domande: ovvero il 18 maggio. Tanti utenti inseriscono nei commenti al post dell'Assessore la foto della loro domanda. E alla voce sullo stato sempre la stessa indicazione: "in lavorazione". Si tratta di persone che gravano in una situazione di difficoltà. Ha infatti potuto richiedere il bonus affitto chi era in una "situazione economica disagiata" o aveva una "grave causa" che gli impediva di pagare il canone (come il licenziamento).

"Poche persone l'hanno ricevuto", dice a Fanpage.it il segretario di Unione Inquilini RomaFabrizio Ragucci. "Ne chiederemo conto nell'incontro alla Commissione di Controllo, Garanzia e Trasparenza del Comune di Roma che avremo la prossima settimana", prosegue, "così come chiederemo spiegazioni sulla graduatoria delle case popolari, che doveva uscire il 30 maggio e di cui non si sa ancora nulla". Ma intanto le persone in sofferenza economica aumentano. "Tanti ancora non hanno ricevuto la cassa integrazione”, racconta Ragucci. E questo pesa sul pagamento dell'affitto di una casa, soprattutto in una città come Roma. “Il canone concordato per 65mq in un appartamento nella periferia di Roma si aggira intorno ai 700€".

Ma chi sono le persone in difficoltà? “Il disagio è trasversale: persone sole, che hanno a carico minori invalidi o anziani. Però, la novità, è che vengono qui persone che 6 mesi fa non c’erano. Molti lavoratori autonomi e persone che lavoravano per aziende che ora sono fallite". Quale soluzione? "Rigenerazione urbana, ovvero la riqualificazione di immobili e il cambio di destinazione d’uso, l'autorecupero, attraverso cui una cooperativa di coinquilini si fa carico di ristrutturare un immobile, e l'assegnazione di tanti edifici pubblici e privati abbandonati. Sono 13mila le persone in attesa", queste le proposte di Ragucci, che poi prosegue: "A Roma ci sarebbe bisogno almeno di 500mila case popolari".

Nel frattempo a venire incontro agli affittuari sono stati i proprietari, che spesso hanno ridotto gli affitti. “Sono stati più realisti dell’apparato pubblico", spiega il segretario dell'Unione Inquilini Roma, "ma non possiamo fare affidamento sulla benevolenza dei proprietari”. Anche perché non tutti hanno accettato di ridurre il canone. "Dal Tribunale di Roma abbiamo saputo che nel mese di luglio sono state avanzate 500 domande di sfratto, più di 100 a settimana".

Alberto Campailla (Nonna Roma): "Potrebbe esserci un boom di persone senza una casa a gennaio"

Il ritardo nell'erogazione di bonus affitti è un problema riscontrato anche dall'associazione Nonna Roma. "Da noi ci sono oltre 350 famiglie che l’hanno richiesto", racconta a Fanpage.it il presidente di Nonna Roma Alberto Campailla, "ma nessuna l’ha ancora ricevuto: o noi siamo un caso strano o c’è qualche problema. E anche per il bonus spesa è stato lo stesso, a molte famiglie che abbiamo seguito è arrivato in ritardo, mentre altre non l'hanno proprio ricevuto". E intanto il Tribunale di Roma continua a convalidare gli sfratti, che ora, e fino al 31 dicembre, non posso essere eseguiti. Ma dopo? "Potrebbe esserci un boom di persone senza una casa a gennaio", risponde Campailla, "questo è il momento per dare il bonus. Ancora una volta il Comune di Roma ha agito male dal punto di vista dei tempi". E anche nella comunicazione Nonna Roma e Unione Inquilini hanno riscontrato difficoltà. "Ti sfido a prendere appuntamento con l’Ufficio del Dipartimento Patrimonio e Politiche Abitative", argomenta Ragucci, "è praticamente impossibile". E anche all'associazione di cui fa parte Campailla hanno avuto gli stessi problemi. “Abbiamo provato per più di un mese a parlare con l’Ufficio. Alla fine, qualche giorno fa, una nostra volontaria è riuscita a parlare con la responsabile del contributo affitto: Nadia Lasors. Cosa ci ha risposto sui ritardi e sul compenso che è sceso rispetto a quanto promesso? ‘Queste sono le direttive dell’assessorato'”.