Il cecchino di Prati denunciato, resta in libertà. Una delle vittime: “Pm avranno avuto loro ragioni”
Individuato come il cecchino che sparava con un fucile ad aria compressa dalla finestra nel quartiere Prati, Edoardo Ciardiello Crescimanno ha confessato di essere stato lui ha ferire almeno due donne ed è stato denunciato a piede libero per lesioni. Per lui i pubblici ministeri della procura della Repubblica di Roma non hanno chiesto una misura di custodia cautelare, ma è tornato nella sua abitazione in via della Giuliana.
"Se gli inquirenti hanno ritenuto di agire così avranno fatto le loro valutazioni" ha detto Angela Perrone, una delle vittime di Crescimanno che ha sporto denuncia ai carabinieri, contattata da Fanpage.it. "Non sta a me giudicare, ma se c'è un cortocircuito nel sistema giudiziario non è certo colpa delle forze dell'ordine". L'uomo ha confessato agli inquirenti di aver sparato alle donne in strada "per divertimento".
Una donna vittima del cecchino di Prati: "Ho fatto il mio dovere civico"
Abbiamo raggiunto telefonicamente una delle donne vittime del cecchino di Prati, per chiederle cosa ne pensava del fatto che il respondabile di aver sparato con un fucile ad aria compressa in strada siai stato trovato e identificato anche grazie alla sua denuncia. "Ho fatto il mio dovere civico" ha detto Perrone. "Sono contenta che quanto raccontato agli inquirenti sia stato utile per individuare il responsabile". Alla domanda se fosse in grado di riconoscere il volto dell'uomo ha spiegato: "In zona ci conosciamo tutti, ma non so se potrei affermare che sia lui. Ho visto delle immagini di questa persona con il volto coperto da un cappuccio".
"Non ho paura, vivo tranquilla"
Ciardiello Crescimanno dopo essere stato interrogato ieri sera nella caserma dei carabinieri della Compagnia di Roma San Pietro ha confessato di essere stato lui a sparare. Nei suoi confronti non è stata stabilita alcuna misura di custodia cautelare ed è tornato a casa. "Sono una donna che vive tranquilla" ha risposto Perrone alla domanda se fosse preoccupata del fatto che l'uomo fosse libero.
"Non ho paura – spiega – perché sono molto fatalista, non è vero che vivo nella timore come altri hanno scritto. Il motivo per il quale non passo più da quel marciapiede è perché i giornalisti mi corrono dietro in continuazione e ciò mi infastidisce". Rispetto al fatto che l'uomo sia a piede libero ha detto: "Se gli inquirenti hanno ritenuto di agire così avranno fatto le loro valutazioni. Non sta a me giudicare, ma se c'è un cortocircuito nel sistema giudiziario non è certo colpa delle forze dell'ordine".