Il bando per l’affitto del Caffè Greco di Roma aperto fino al 26 giugno: dieci le offerte ad oggi, tra cui Prada

Lo storico bar Il Caffè Greco di Roma torna ufficialmente sul mercato. Il bando per l'affitto è stato svelato già a fine aprile e al momento ci sarebbero dieci offerte, anche di marchi internazionali. L'avviso di locazione per l'immobile di via Condotti, di proprietà dell'Ospedale Israelitico, afferma che la procedura durerà fino al 26 giugno. Tra coloro che hanno mostrato interesse anche maison di alta moda. Una strategia che rientra nel piano di risanamento del nosocomio, omologato dal tribunale di Roma, per pagare i debiti e rientrare definitivamente dalla crisi che lo attanaglia dal 2024.
Un margine di manovra ristretto sulla gestione degli spazi interni
Grandi marchi hanno mostrato interesse per Il Caffè Greco e tra le offerte ci sarebbe anche quella di Prada, come rivelato dal Corriere della Sera. Ma lo storico bar è tutelato da due vincoli, uno disposto nel 1953 dal presidente Antonio Segni e uno del 2024, il decreto direttoriale 219 del ministero della Cultura, che sancisce come l’immobile e gli arredi costituiscano un’unica entità. In vista del bando, la proprietà aveva fatto ricorso nell'autunno 2025 al Tribunale amministrativo regionale del Lazio: l'obiettivo era quello di annullare o allentare la rigidità di queste restrizioni affinché il locale in via dei Condotti potesse essere affittato a grandi catene internazionali o boutique di moda, con una maggiore flessibilità d'azione sulla gestione degli spazi interni.
Ma lunedì 8 giugno, i giudici del Tar hanno respinto il ricorso dell'Ospedale Israelitico di Roma. L'ente privato aveva contestato diversi aspetti delle tutele imposte all'immobile e ai suoi arredi storici. Primo fra tutti il provvedimento con il quale il dicastero, che allora era accorpato con quello del Turismo, aveva decretato l'interesse particolarmente importante "dei beni mobili conservati all'interno del locale storico… del quale sono da ritenersi pertinenza inscindibile e inamovibile in forma permanente e definitiva".
I magistrati amministrativi hanno anche bocciato l'assunto secondo cui la vecchia gestione, che aveva richiesto l'ampliamento della lista dei beni mobili sottoposti a tutela in vista dello sfratto dell'ottobre 2025, "avrebbe ricompreso nel vincolo ‘indistintamente' tutti i beni presenti nell'immobile". Al contrario, per i giudici il fatto è smentito dallo stesso provvedimento impugnato, che ha "decretato l'interesse particolarmente importante dei beni mobili… analiticamente indicati nell'elenco allegato e meglio descritti nella relazione storica anch'essa allegata". In pratica era già tutto nella lista, anche se qualcosa poteva essere sfuggito ai tecnici del ministero.
Per chiunque affitterà sarà necessario l'accordo con i vecchi gestori
Il ricorso era stato presentato a ridosso dell'accelerazione delle procedure di sfratto nei confronti dei vecchi gestori — con cui c'è stato un contenzioso durato otto anni — e in un periodo di ripresa economica dopo la crisi che nel 2024 lo aveva portato a ricorrere al concordato preventivo. Al netto delle vicende giudiziarie legate all'affitto delle mura, al momento si è creata una situazione di stallo: la vecchia amministrazione dell'Antico Caffè Greco S.r.l., possiede gli arredi ma non le mura, l'ospedale possiede le mura ma non gli arredi e lo Stato impone che mura e arredi stiano insieme nello stesso posto.
Dunque, chiunque subentrerà come nuovo affittuario dovrà necessariamente trovare un accordo economico con i vecchi gestori per poter utilizzare le storiche sale arredate. Ma gli avvocati di Carlo Pellegrini e Flavia Iozzi, titolari della società che ha gestito lo storico bar per 26 anni, dal 1999 al 2025, hanno ribadito che i vecchi amministratori daranno ancora battaglia in sede legale: "Il ministero della Cultura non ci ha difesi, ma siamo pronti a rivalerci in tutte le sedi. Risponderanno di concorso in reato di omissione".