Golf cart nel centro di Roma, i gestori chiedono regole: “Vanno limitati gli accessi, non vietate”
Da qualche anno sono sempre più presenti per le vie del Centro Storico di Roma. Sui sampietrini ma anche sull'asfalto, dove procedono lente e spesso suscitano la rabbia degli automobilisti che gli sfrecciano accanto. Sono le golf cart che portano i turisti da un sito all'altro. La loro diffusione non si sarebbe data sempre secondo le giuste regole. Roma Capitale ha rilasciato 41 autorizzazioni, ma i carabinieri solo il 28 settembre scorso hanno controllato 131 veicoli con anche sanzioni e ritiri di patente. "Siamo i primi a chiedere regole chiare. Il disordine danneggia noi per primi", dichiara Mattia Rosini, portavoce di Metur, associazione che riunisce gli operatori di mobilità elettrica professionale a Roma. Ora un intervento di regolamentazione è in cantiere. La Proposta di Legge regionale 302 è dedicata proprio a queste navette turistiche e alle loro modalità di attraversamento nei centri storici. "Come ho spiegato durante l'audizione del 6 ottobre davanti alla Commissione Mobilità, la proposta di legge ci piace – aggiunge Rosini a Fanpage.it -, ma riteniamo che possa essere migliorata. Abbiamo infatti presentato una serie di osservazioni e proposte".
Partiamo con ordine. Chi sono gli operatori che utilizzano le golf cart che vediamo per le strade di Roma?
Posso parlare per gli associati di Metur, che sono tour operator e agenzie di viaggio regolarmente registrati. Sono quindi operatori turistici che organizzano e vendono pacchetti di visita della città.
Contro l'utilizzo delle golf cart, però, si sono schierati anche i tassisti, che hanno criticato pubblicamente questo servizio. Da cosa nasce il contrasto tra i due settori?
Credo che il contrasto sia fondato su un equivoco di base: l'idea che il servizio effettuato con le golf cart possa sovrapporsi a quello dei taxi. In realtà, essendo agenzie di viaggio e tour operator, raccogliamo le prenotazioni online, prima dello svolgimento del servizio. Non prendiamo clienti per strada e non effettuiamo il trasporto da un punto A a un punto B, che è caratteristico del trasporto pubblico non di linea. Nel nostro caso il trasporto è semplicemente strumentale allo svolgimento di un pacchetto turistico, che può comprendere l'ingresso a un sito archeologico, una degustazione enogastronomica, una visita guidata e altre esperienze. Tutto viene prenotato e pagato anticipatamente. Il trasporto rappresenta soltanto un servizio accessorio. È una distinzione che, secondo la nostra interpretazione, è stata ribadita anche dalla Cassazione in una recente ordinanza.
Quindi durante questi tour e a bordo delle golf cart ci sono presenti guide turistiche o accompagnatori autorizzati?
A bordo ci sono accompagnatori turistici che assistono i visitatori durante l'esperienza. Possono esserci anche guide turistiche, ma non necessariamente devono trovarsi sul mezzo. La guida può attendere i turisti direttamente nel sito previsto dal pacchetto, per esempio al Colosseo, alle Terme di Caracalla o alle Catacombe, e svolgere lì la visita guidata. Una guida turistica potrebbe non avere la patente, soffrire il mal d'auto oppure avere una disabilità che le impedisce di salire sul mezzo. Questo non le impedisce di svolgere regolarmente la visita guidata all'interno del pacchetto turistico. La distinzione è quindi questa: l'accompagnatore turistico assiste i visitatori durante il tour, mentre la guida turistica può essere a bordo oppure intervenire nei luoghi previsti dall'itinerario.
In Regione Lazio è stata presentata una proposta di legge per regolamentare il settore delle golf cart turistiche. Qual è la posizione di Metur e quali sono le principali modifiche che chiedete?
Il punto fondamentale è non vietare o impedire completamente l'accesso alla zona Unesco di Roma. Siamo perfettamente consapevoli che Roma possieda un patrimonio culturale immenso, che deve essere rispettato e tutelato. Ma quest'area comprende una parte vastissima della città, da piazza del Popolo alle Terme di Caracalla, passando per tutti i principali monumenti del centro storico. Vietare completamente l'accesso a quest'area significherebbe, di fatto, cancellare il servizio anziché regolamentarlo, come invece chiediamo anche noi. Sarebbe come proporre a un turista di visitare Roma senza poter vedere il Colosseo. Nel 2025, se non ricordo male, Roma ha registrato quasi 23 milioni di turisti e credo che tutti abbiano voluto visitarlo. Siamo invece assolutamente favorevoli a contingentare gli accessi, per evitare una presenza eccessiva di mezzi. Siamo anche d'accordo sulla necessità di prevedere un perimetro di rispetto intorno ai monumenti di maggior pregio o maggiormente frequentati dai turisti.
Le golf cart circolano anche su strade molto trafficate, come il lungotevere. Quali regole potrebbero essere introdotte per garantire la sicurezza dei passeggeri e dei conducenti senza impedire lo svolgimento dei tour?
Partiamo dal presupposto che si tratta di veicoli omologati per la circolazione stradale dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Devono quindi rispettare determinati standard di sicurezza. L'amministrazione comunale ha inoltre introdotto un'ampia zona 30 nel centro storico. Le nostre vetture hanno una velocità limitata a circa 25-30 chilometri orari e sono quindi coerenti con l'indirizzo che il Comune sta cercando di dare alla mobilità in quell'area. Siamo d'accordo sul fatto che questi mezzi non debbano percorrere strade a scorrimento veloce. Le regole servono, sia per quanto riguarda il numero dei mezzi sia per i luoghi ai quali possono accedere e le strade che possono percorrere. Devono però essere costruite tenendo conto dei flussi turistici e della distinzione tra operatori seri, autorizzati, e improvvisati.
A proposito di questa distinzione, come può un turista, italiano o straniero, distinguere un operatore regolare da uno improvvisato?
Il primo elemento è verificare che si tratti di un'agenzia di viaggio o di un tour operator autorizzato. Un operatore regolare deve essere in possesso della Scia, la Segnalazione certificata di inizio attività, e deve riportarne gli estremi sul proprio sito internet. Devono essere indicati anche i riferimenti dell'assicurazione di responsabilità civile obbligatoria, che prevede un massimale minimo di due milioni di euro, e quelli della copertura assicurativa contro l'insolvenza, quando prevista. Sono informazioni che consentono al turista di riconoscere immediatamente un'attività strutturata e regolarmente registrata. Un altro elemento importante, secondo noi, è la proprietà dei mezzi utilizzati. Avere un proprio parco veicoli significa aver effettuato investimenti, poter programmare la manutenzione, effettuare le revisioni e garantire controlli costanti. È diverso dall'affittare occasionalmente una vettura, mettersi in circolazione e sperare di trovare qualcuno disposto a prenotare un servizio. Un'impresa strutturata può vendere anticipatamente un pacchetto turistico sapendo di avere già a disposizione i veicoli necessari. Un ulteriore elemento è la presenza di personale regolarmente assunto e formato: accompagnatori turistici, guide e conducenti con un contratto di lavoro, che abbiano seguito i corsi previsti dalla normativa sulla sicurezza. Questo dimostra che l'azienda investe anche nella sicurezza e nelle condizioni di lavoro dei propri dipendenti. L'improvvisazione emerge soprattutto quando un'attività finisce per sovrapporsi al servizio taxi.