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Giornata della visibilità transgender, prof del liceo Cavour strappa cartello sulla carriera alias

“Glielo ha tolto dalle mani e lo ha strappato – racconta a Fanpage.it una studente del liceo romano – Si tratta dell’ennesimo episodio transfobico nella nostra scuola”.
A cura di Beatrice Tominic
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"Carriere alias in ogni scuola", si leggeva sul cartellone creato appositamente per celebrare la giornata internazionale della visibilità transgender, sullo sfondo bianco, rosa e celeste. Alcuni studenti del liceo Cavour lo avevano appena mostrato nel cortile, quando una docente di religione si è avvicinata, lo ha tolto dalle mani dello studente e lo ha strappato.

Cosa è successo: il racconto di una studente del liceo

"Nella nostra scuola ci sono stati di recente due gravissimi episodi di transfobia, così nella giornata della visibilità transgender che si celebra oggi, come comunità studentesca abbiamo deciso di ribadire la nostra posizione – ha spiegato a Fanpage.it una studente del liceo Cavour – Eravamo in cortile, stavamo risalendo dalla prova di evacuazione e abbiamo deciso che quello era il momento giusto per mostrare i cartelli".

Così gli e le studenti hanno mostrato i fogli in cui troneggiava la scritta a favore della carriera alias in tutte le scuole.

"Ci siamo ritrovati in cerchio, c'erano dei professori fra cui questa docente di religione che ad un certo punto si è infastidita, ha strappato il cartello dalle mani di uno dei ragazzi che si trovavano accanto a lei e lo ha fatto a pezzi – ha continuato a raccontare – Ha cominciato ad urlare, ha detto basta, mi avete stancato con la carriera alias".

La risposta della preside del liceo Cavour

Dopo l'accaduto i ragazzi e le ragazze sono andate in presidenza per raccontare quanto successo: "Una volta a colloquio, la preside ha detto soltanto che, non trattandosi di un'azione autorizzata, non poteva intervenire – ha continuato a spiegare – Non si è espressa sul gesto della docente che ha strappato un cartellone sulle carriere inclusive, né ha difeso la libertà di espressione di noi studenti, ma anzi: la colpa è ricaduta solo su di noi che non l'abbiamo informata su ciò che stavamo facendo".

L'azione era stata organizzata proprio in occasione della giornata di oggi e per ricordare l'appuntamento di sabato primo aprile in piazza dell’Esquilino alle 14.00 per la manifestazione del TDOV.

"Non è arrivata nessuna risposta strutturata, invece, su quello che ormai nella nostra scuola rappresenta un evidente problema di sensibilizzazione e formazione da parte dei docenti che non hanno gli strumenti per capire e applicare, non solo su carta, quanto previsto dalla carriera alias: ogni giorno ci troviamo di fronte ad episodi omofobi, transfobici e machisti – ha continuato a spiegare la studente del liceo Cavour – Ci chiedono di seguire le norme e il regolamento, ma poi i docenti sono i primi a non rispettare la normativa sulle carriere alias".

I precedenti episodi al liceo Cavour

Non è la prima volta che si parla del liceo Cavour in relazioni ad episodi di transfobia. Lo scorso novembre, ad esempio, uno studente transgender è stato umiliato dal suo professore che, riconsegnandogli un compito in classe, ha corretto il suo nome scelto con quello anagrafico: "Tu ti chiami x, sul compito devi scrivere x, capito x?", gli ha ripetuto.

"Mi incrociava nei corridoi e mi chiamava signorina: lo trovo una mancanza di rispetto a prescindere, ma perché farlo se già sapeva che non mi sento una donna? Ero stufo di sentire le sue provocazioni: uno può sbagliare un pronome una volta, ma se ogni dieci minuti devo correggere, forse non si tratta di distrazione, ma di una persona che lo fa volontariamente", ha raccontato a Fanpage.it.

L'anno precedente, invece, lo stesso liceo aveva provato a negare la possibilità di richiedere la carriera alias. "La cosa più brutta è il registro: quando i professori lo aprono sulla Lim leggo il mio vecchio nome, che io non voglio più vedere", aveva raccontato a Fanpage.it.

"Vogliamo che vengano presi seri provvedimenti e che ogni soggettività venga rispettata. Per questo abbiamo bisogno di sensibilizzazione, corsi per docenti e soprattutto, l’approvazione della Carriera Alias in ogni scuola", dicono dalla Rete degli Studenti Medi.

La risposta della comunità LGBT+

Il gesto è stato immediatamente denunciato da Arcigay Roma: "Quante violenze servono per intervenire? Ogni giorno nelle scuole di Roma vengono adottate misure discriminatorie e repressive nei confronti di studenti LGBT+, anziché difendere la loro libertà di espressione. Questo è il risultato di un Paese dove sono assenti tutele contro l’omotransfobia – ha fatto sapere con una notaPietro Turano, vicepresidente di Arcigay Roma e responsabile scuole dell’associazione – Il ministro dell’istruzione Valditara ha dichiarato che non c’è spazio per le discriminazioni a scuola, ma non ha fatto nulla per evitare le infinite discriminazioni che avvengono ogni giorno negli istituti italiani".

Dalla presidenza dell'ufficio per i diritti LGBT+ del Campidoglio, Marilena Grassadonia ha poi aggiunto: "L'attivazione della carriera alias, in molti istituti è una iniziativa preziosa serve ad assicurare serenità e rispetto alle giovani generazioni che frequentano le nostre scuole ed è uno strumento spesso richiesto dalle famiglie delle giovani persone trans o non binary: garantisce che i loro figl* possano vivere in un clima rispettoso ed accogliente".

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