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Frane a Isola Farnese, borgo isolato a causa del crollo: “Sembra di rivivere il lockdown”

Da giorni non si entra e non si esce da Isola Farnese. Niente farmacie, supermercati. Dopo il crollo non arrivano nel borgo neppure i mezzi di soccorso. Cosa ci ha raccontato una residente.
A cura di Beatrice Tominic
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La frana (Dal profilo Facebook di Daniele Torquati)
La frana (Dal profilo Facebook di Daniele Torquati)

"Sembra di vivere un secondo lockdown. In questi giorni sono riuscita a incontrare dei vicini che non sapevo di avere". Lo dice a Fanpage.it una residente di Isola Farnese, il borgo che si trova nel XV Municipio e che da giorni è isolato a causa di una frana. "Non è la prima volta che succede – aggiunge – Già dieci anni fa ci fu un brutto crollo, ma la situazione era rientrata più velocemente. Io di quel periodo non ho un ricordo vivido, ma alcuni miei vicini me lo hanno raccontato in questi giorni".

Isola Farnese è inaccessibile da giovedì scorso, 29 gennaio 2026. Da quel momento accedere e uscire dal borgo in automobile è praticamente impossibile e anche a piedi è molto difficoltoso: "Bisogna camminare in un bosco ripido e pieno di fango. Sicuramente non è un percorso indicato per la mattina presto o la sera per andare al lavoro, ad esempio".  Da giorni la Capitale è al lavoro per cercare di limitare i problemi delle quasi 160 persone che abitano il borgo di Isola Farnese.

"Come cittadini e cittadine stiamo vedendo molto impegno. C'è un presidio della Protezione Civile, ne è stato allestito uno della Croce Rossa nel borgo per ogni urgenza. Qualora qualcuno ne avesse bisogno può fare richiesta per un alloggio alternativo temporaneo e quasi ogni giorno il presidente del XV Municipio Daniele Torquati viene a farci visita. Ieri erano previsti degli incontri tecnici fra geologi – spiega ancora – Ma è a monte che resta il problema. Il crollo del 29 gennaio è avvenuto a meno di un mese dal primo, del 9 gennaio. Il materiale franato era molto meno, ma si è comunque deciso di interdire il passaggio delle auto e di installare delle reti per ancorare la parete, come si fa in montagna, per mettere in sicurezza il passaggio pedonale. Purtroppo, però, è stato proprio quel passaggio ad essere coperto dalla frana. Una vicina era passata lì una decina di minuti prima del crollo. Si sente miracolata".

Il crollo a Isola Farnese: la prima frana a inizio gennaio

Tutto è iniziato all'inizio del mese di gennaio, quando c'è stato il primo crollo di materiale. "Non è franata una quantità esagerata di materiale dal costone del castello, come quella che è venuta giù il 31. È successo l'8 gennaio 2026, sull'unica strada asfaltata e accessibile sia a piedi che in automobile – ricorda – Le istituzioni si sono attivate subito e il giorno dopo è arrivata l'ordinanza di Gualtieri con cui è stato interdetto il passaggio veicolare sulla strada e, parallelamente, è stato deciso di creare un passaggio pedonale protetto sempre in quell'area per garantire una via di accesso e uscita dal paese a piedi: nella pratica sarebbe bastato parcheggiare prima del crollo, all'esterno del borgo, per andare e tornare".

Nel frattempo sono state eseguite ulteriori valutazioni tecniche e si è optato per la possibilità di ancorare la parete franosa. "Come si fa in montagna, con reti su tutta la parete, per mettere in sicurezza quella zona – spiega – Il punto, però, è che il 29 gennaio c'è stato un nuovo crollo: insieme a tutta la parete sono venuti giù anche i punti di sosta sicura che avrebbero dovuto evitare la frana. E c'è stato un crollo enorme. Tutto quello che si vede a terra è ancora lì".

Borgo isolato: "Per uscire da Isola solo una strada nel bosco"

I lavori conclusi e la nuova scala installata per rendere nuovamente percorribile la strada pedonale (Foto di Daniele Torquati)
I lavori conclusi e la nuova scala installata per rendere nuovamente percorribile la strada pedonale (Foto di Daniele Torquati)

Nonostante il materiale crollato che a giorni dalla frana è ancora presente sulla strada, la risposta da parte delle istituzioni è stata immediata: "Non ci hanno lasciati soli. Fra tutte le difficoltà del caso, hanno subito disposto il presidio della Protezione Civile, quella della Croce Rossa si trova dentro al borgo – aggiunge – In breve tempo sono arrivati anche gli operatori sociali che hanno redatto una sorta di anagrafica delle persone fragili, in modo da sapere chi ha qualche problema e chi potrebbe avere maggiore bisogno o trovarsi in difficoltà".

La questione più difficoltosa riguarda la quotidianità dell'uscita e del conseguente rientro dal borgo. "Dopo il crollo, l'unica strada per muoversi dal borgo prevede il passaggio in una porzione di bosco che appartiene a un privato – racconta – Per uscire occorre fare questa salita fangosa, superata la quale si arriva ad un primo terrapieno sempre fangoso. Poi c'è una scalinata con circa cento gradini". Ora stanno installando un'altra scalinata, per evitare il percorso nel fango, ma le difficoltà restano.

Chiaramente si tratta di un percorso che non è facilmente agibile per tutti. "Io sono giovane, sono riuscita a farlo pure con le buste della spesa. Ma la maggior parte dei residenti del borgo ha una certa età, spesso problemi di salute – spiega – In più sono fortunata perché lavoro per un'azienda che mi ha autorizzato a lavorare da casa per questo periodo. Non è fattibile attraversare il bosco alle 7:30 della mattina e poi la sera quando si torna dall'ufficio".

Isola Farnese inaccessibile dopo la frana: "Se succede qualcosa, può arrivare soltanto l'elisoccorso"

I e le residenti di Isola Farnese da giorni si trova a fare i conti con una strada che non c'è. E con essa sono venuti meno anche diversi servizi di prima necessità. "Al netto della solidarietà fra vicini di casa, al presidio organizzato nel centro anziani sono stati raccolti vivere e beni prima necessità, pasta, scatolame, anche verdure: nel caso in cui qualcuno non riuscisse a uscire dal borgo, c'è la possibilità di attingere al presidio".

Più difficile, invece, garantire i soccorsi in caso di emergenza. "Con la strada bloccata, i mezzi di soccorso non possono entrare. Così i primi giorni dopo il crollo sono state svolte delle prove per l'elisoccorso Ares del 118 e sono stati trovati dei punti in cui atterrare: nel centro del borgo durante il giorno e, durante la notte, in un punto più scomodo, al centro di un campo del centro sportivo – aggiunge prima della frecciatina ironica – Noi speriamo che non capiti mai niente. Nel dubbio, meglio che succeda di giorno".

Ma la ricerca delle soluzioni non si arresta: "Stanno cercando di mettere in sicurezza una strada, per permettere il passaggio dei mezzi di soccorso, come richiesto dai Vigili del Fuoco – continua –  Così stanno effettuando dei lavori su via Prato la Corte. Ma come si vede anche su Google Maps, oggi si tratta di una strada a tratti sterrata, impervia, che per alcuni metri si sviluppa anche in un sentiero di bosco. A un certo punto c'è un ponticello di legno: stanno lavorando per renderlo solito. Percorrendola si arriva nella zona di Formello, in Cassia Bis. I lavori dovrebbero finire nel giro di due giorni e poi potrà essere aperta ai mezzi di soccorso".

Il racconto di una residente: "Sembra di stare nel lockdown"

Nel frattempo, però, la vita è rallentata. "Io riesco a gestirla, mi sono organizzata anche per lavorare da casa. Ma per alcuni miei vicini è più complesso: molti vivono di lavoretti e senza poter uscire sono totalmente reclusi. Altri ancora sono costretti a camminare nel bosco la mattina presto per andare al lavoro. Una ragazzina ieri rientrava da scuola ed è scivolata mentre camminava sulla parte più ripida e viscida del percorso". Ma oltre alla questione relativa alle comodità della vita quotidiana, c'è la componente emotiva non indifferente. 

"Sicuramente le persone sono spaventate, soprattutto gli anziani. Alcuni sono stati accompagnati dai figli e portati fuori da Isola e ora sono ospiti a casa loro. Spesso si tratta di persone che non guidano, non si muovono, hanno difficoltà e non se la sono sentita di rimanere qui – aggiunge – Il municipi inoltre ha ricordato che c'è la possibilità di richiedere un alloggio alternativo. Ma le persone hanno paura in entrambi i casi. Sia all'idea di rimanere che di andarsene". La preoccupazione è che possa succedere a Isola Farnese quello che è già accaduto in altri borghi per instabilità e frane.

"Molti di essi ora sono del tutto vuoti. Io finché sarò nelle condizioni di restare lo farò. Ma è bene mantenere un attimo la lucidità e gli occhi aperti su quello che sta succedendo. Credo che Isola Farnese abbia gli stessi problemi che hanno tutti i piccoli borghi storici d'Italia, alcuni anche nel nostro Municipio: probabilmente l'attenzione non è mai così alta. Eppure avremmo tante perle preziose per il nostro patrimonio – aggiunge ancora, prima di concludere – Ora siamo nel vivo dell'emergenza. Si poteva fare sicuramente qualcosa prima per mettere in sicurezza la zona, è bene ricordarsene prima che sia troppo tardi. Si deve sempre poter fare qualcosa".

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