Ferito dopo il fermo alla stazione Termini, sospesi sei poliziotti: per il gip avrebbero alterato i verbali

Non andranno agli arresti domiciliari i quattro agenti di polizia dei commissariati Esquilino e Celio indagati nell'inchiesta sul presunto pestaggio di un cittadino cubano. Per loro e per altri due poliziotti del commissariato Viminale, il giudice per le indagini preliminari Paolo Scotto Di Luzio ha disposto soltanto una misura interdittiva con la sospensione dal servizio, ritenendo sussistente il rischio di reiterazione del reato. Esclusi invece i reati più gravi contestati dalla procura, tra cui lesioni, sequestro di persona e favoreggiamento. Il gip ha ritenuto di procedere soltanto per falso ideologico, ipotizzando che i sei abbiano alterato i verbali relativi a quanto accaduto nella notte del 27 agosto 2025.
L'uomo fermato nei pressi della stazione Termini e portato in commissariato
Quella notte le telecamere di sicurezza di via Gioberti, nei pressi della stazione Termini, riprendono un cittadino cubano, già noto alle forze dell'ordine per precedenti legati a furti, mentre viene sottoposto a un controllo di routine. Gli animi si surriscaldano e, secondo gli investigatori, durante l'identificazione gli agenti assumono atteggiamenti anomali. Tra questi c'è anche uno schiaffo che sarebbe stato sferrato all'uomo dopo la consegna del permesso di soggiorno per l'identificazione. Ne sarebbe nata una colluttazione e l'uomo sarebbe stato arrestato, caricato su una volante e accompagnato al vicino commissariato Viminale.
Secondo il pubblico ministero Ambrogio Cassiani, all'interno degli uffici di polizia si sarebbero verificate ulteriori violenze, tra cui un pugno al volto. Il cittadino cubano viene poi trasportato in ospedale, dove gli vengono diagnosticate la lussazione di un dito e una ferita all'arcata sopracciliare, con una prognosi di 18 giorni. Nei verbali redatti dagli agenti, invece, si sostiene che l'uomo sarebbe andato in escandescenza fino a colpirsi da solo e a sbattere la testa contro un muro.
Il gip: "Alterati i verbali del fermo"
Su quanto avvenuto realmente sarà la magistratura a fare chiarezza. Intanto il gip ha ritenuto poco credibile la ricostruzione contenuta nei rapporti di servizio. In particolare, Scotto Di Luzio non ha individuato una motivazione logica nella scelta di denunciare l'uomo a piede libero anziché arrestarlo. Nei verbali il cittadino cubano viene infatti descritto come particolarmente pericoloso e violento. Secondo il giudice, invece, sarebbe stato rilasciato per evitare che comparisse davanti a un magistrato con lividi e ferite visibili sul corpo.
Potrebbe cominciare a breve il processo per i sei agenti, difesi dagli avvocati Carlo Testa Piccolomini e Luca Rossi. Intanto, dovranno attendere i prossimi sviluppi lasciando nell'armadio la divisa.