Femminicidio Federica Torzullo: oggi autopsia sui genitori del killer, disposto nuovo sopralluogo nella villetta

Un nuovo sopralluogo sulla casa, sulla macchina e nell'azienda di Claudio Agostino Carlomagno che potrebbe aiutare nella ricostruzione del femminicidio di Federica Torzullo ad Anguillara Sabazia. Mercoledì 28 gennaio i carabinieri del Nucleo Investigativo di Ostia rientreranno nella villetta di via Costantino 9 dove Carlomagno, 47 anni, ha ucciso l'ex moglie con 23 coltellate la mattina del 9 gennaio scorso. I militari perquisiranno ancora una volta anche l'auto con cui ha trasportato il corpo e la sede dell'azienda di movimento terra dove lo ha seppellito sotto due metri e mezzo di terra con l'aiuto di un escavatore. Mentre oggi è il giorno dell'autopsia sui corpi di Maria Messenio e Pasquale Carlomagno, i genitori di Claudio, che si sono tolti la vita sabato 24 gennaio.
Ricerche per capire le tempistiche del femminicidio
L'obiettivo degli inquirenti sembra essere quello di collocare meglio nel tempo il delitto. Sulle tempistiche confessate dal 47enne, infatti, sin da subito la procura di Civitavecchia ha espresso dei dubbi. Lo stesso procuratore capo Alberto Liguori, parlando alla stampa, aveva evidenziato le lacune presenti nel racconto dell'omicida: "Qualcosa non quadra nei tempi, le cose sono due: o c'è qualcun altro o ha preparato tutto nei minimi particolari e lo ha realizzato in 40 minuti. Dunque o c'è un complice o c'è la premeditazione".
Nessun elemento che possa far pensare a un complice
Al momento non ci sono elementi concreti a supporto dell'ipotesi che qualcuno abbia aiutato Carlomagno nell'omicidio e nell'occultamento di cadavere. Come scritto nell'ordinanza di convalida del fermo firmata dalla giudice delle indagini preliminari Viviana Petrocelli, alle ore 7.08 le telecamere di sorveglianza puntate su via Costantino riprendono il padre dell’indagato arrivare a bordo del suo Doblò Fiat "nei pressi dell’abitazione della coppia" e allontanarsi dopo nove minuti. Lo stesso Carlomagno ha spiegato che il padre era lì per riconsegnarli le chiavi di un mezzo aziendale e di non avergli aperto perché non aveva sentito il citofono e il telefono.
Inoltre, alle 14.17 le stesse videocamere hanno ripreso l'ex marito di Torzullo mentre rientra a casa a bordo della sua Kia Sportage insieme a quella che sembra essere una persona ancora non identificata, ma che, in realtà, potrebbe trattarsi solo di un'ombra.
L'indagine sulla premeditazione
Resta la strada della premeditazione. Elementi che aiutino a chiarire questo punto potrebbero risultare dall'analisi forense sui due smartphone di Carlomagno i cui risultati sono attesi nei prossimi giorni. Eventuali ricerche su internet o messaggi sospetti potrebbero essere considerati delle prove del fatto che l'uomo avesse pianificato il delitto e non abbia agito con dolo d'impeto come invece ha confessato.
Intanto, non è ancora arrivato il nulla osta da parte della Procura per la riconsegna della salma di Federica Torzullo ai familiari e si cerca ancora l'arma del delitto. Il coltello, infatti, non è stato trovato nel canale in cui l'indagato ha detto di averlo lanciato.
Martedì 27 gennaio l'autopsia sui genitori di Carlomagno
L'esame autoptico sui corpi di Pasquale Carlomagno e Maria Messenio è una misura di rito. Il gesto volontario è testimoniato da una lettera d'addio lasciata all'altro figlio e nelle modalità con cui sono stati trovati i coniugi nel giardino della loro villetta in via Tevere.
I genitori di Carlomagno non avevano avvisi di garanzia a loro carico, non dovevano essere ascoltati e non erano sospettati di aver aiutato né coperto loro figlio da parte delle autorità, che hanno, invece, aperto un fascicolo d'indagine per istigazione al suicidio. Un atto dovuto in questi casi, ma che potrebbe portare a un approfondimento sui messaggi d'odio che la coppia ha ricevuto sui social e non solo dopo l'arresto del figlio.