Federica Torzullo uccisa in 45 minuti, si cerca ancora l’arma: potrebbe non trovarsi nel luogo indicato dal killer

Riprendono oggi i sopralluoghi nella villetta di Anguillara, dove Claudio Carlomagno ha ucciso l'ex moglie Federica Torzullo all'inizio del mese di gennaio in un'aggressione durata circa 45 minuti, secondo quanto raccontato dallo stesso Carlomagno durante la sua confessione. Le indagini non sono ancora chiuse e si cerca ancora l'arma del delitto: gli inquirenti non escludono che possa trovarsi in un luogo diverso rispetto a quello dichiarato durante la confessione, fra la via Braccianese e l'Aguillarese, all'interno di un canale.
Secondo chi indaga, però, questo non sarebbe l'unico dettaglio che non torna rispetto alla confessione di Carlomagno. Secondo quanto emerso dai primi esami autoptici sul corpo della donna, infatti, residui di cibo potrebbero anticipare l'orario della morte: soltanto ulteriori verifiche potranno accertarlo. Per il momento confermata dall'autopsia la presenza di 23 lesioni sul corpo, probabilmente corrispondenti alle 23 coltellata scagliate da Carlomagno all'ex fra nuca e collo.
I nuovi sopralluoghi di oggi: carabinieri alla villetta e verifiche nella scatola nera dell'auto
Nel frattempo per la giornata di oggi i carabinieri del Ris hanno già previsto dei nuovi sopralluoghi nella villetta in cui vivevano Torzullo e Carlomagno e dove si è consumato il femminicidio, secondo le tracce di sangue rinvenute nella cabina armadio della camera da letto. Oltre alle verifiche in casa, continuano le analisi anche sulla "scatola nera" dell'automobile dell'uomo, quella con cui probabilmente, come sembrano dimostrare ulteriori tracce ematiche nel bagagliaio. Si tratterebbe di un'automobile piuttosto moderna, dotata di tecnologie all'avanguardia: ancora sotto sequestro, le analisi incrociate con i dati del gps potranno aiutare i carabinieri a ricostruire tutti i movimento dell'uomo dalla serata dell'8 gennaio fino alla mattinata del 9.
Il bimbo affidato ai nonni materni: "Federica non voleva allontanare il figlio dal padre"
Nella giornata di ieri, invece, si è tenuta l'udienza per l'affidamento del figlio della coppia che si è tenuta con l'affidamento ai nonni materni e la nomina del sindaco di Anguillara come tutore. Nel corso della giornata la sorella di Federica Torzullo ha fatto sapere, tramite il suo avvocato, che non crede alla verità "di comodo" resa in confessione da Carlomagno e che la sorella non avrebbe in alcun modo separato padre e figlio, scagliandosi contro il movente reso dal killer. "Si tratta, ancora una volta, della volontà di soffocare ogni autonomia decisionale di Federica", ha dichiarato invece l'avvocato Nicodemo Gentile, presidente di Penelope Odv e legale dei genitori di Torzullo.
Nelle scorse ore, intanto, sembra che l'uomo abbia scritto una lettera indirizzata al figlio: "Vorrei però che ci sia una tutela e un filtro sia da parte del tutore che dei servizi sociali", ha spiegato l'avvocato Carlo Matropaolo.