11 Gennaio 2022
15:46

Estorsione e usura con aggravante di metodo mafioso a Pomezia: arrestato un 65enne

I carabinieri di Roma Eur hanno arrestato un 65enne di Pomezia accusato di usura ed estorsione con l’aggravante del metodo mafioso: sono risaliti a lui grazie alla denuncia di una vittima.
A cura di Beatrice Tominic
Foto d’archivio
Foto d’archivio

L'operazione che ha coinvolto i carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma EUR si è chiusa con l'arresto di un 65enne su delega della Procura della Repubblica di Roma – DDA, Direzione Distrettuale Antimafia. L'uomo, residente a Pomezia con precedenti penali, è stato trasferito in carcere perché indiziato per i reati di usura ed estorsione con l'aggravante di metodo mafioso. Le verifiche sono partite quando la vittima, una volta che la situazione è diventata insostenibile, ha deciso di affidarsi ai carabinieri.

L'imprenditore di Pomezia, infatti, a causa di forti problemi economici con l'Agenzia delle Entrate, si è rivolto ad un primo usuraio, ma non riuscendo comunque a raggiungere la somma necessaria per saldare il suo debito con il fisco e dovendo far fronte ai tassi altissimi per restituire il denaro, ben presto si è rivolto ad altri due strozzini. Per far fronte al pagamento dei tre usurai contemporaneamente, la vittima si è fatta prestare soldi e ha consegnato loro gioielli ed orologi di valore: la crisi dovuta al covid, però, non gli ha più consentito di restituire il denaro ai tre che, nel frattempo, ha raggiunto la somma mensile di 20mila euro. L'ultimo usuraio, il 65enne, ha applicato un tasso di interesse del 10% sul prestito complessivo di 200mila euro.

Aperte le indagini, si è arrivati all'arresto

A seguito della segnalazione, nel giugno del 2020 i carabinieri hanno aperto un'indagine che nel 2021 ha portato ai primi arresti. Grazie a intercettazioni ambientali e telefoniche, è emerso anche il clima di omertà e assoggettamento: il 65enne, infatti, accusato anche con l'aggravante di metodo mafioso, ha spesso minacciato la vittima e la sua famiglia sottolineando anche la sua vicinanza con individui della criminalità e di associazioni mafiose. Sono seguite, inoltre, perquisizioni nel corso delle quali i carabinieri hanno rinvenuto orologi dal valore di 15mila euro (privi di documento di acquisto), telefoni e appunti contabili: il 65enne, già sottoposto all'obbligo di firma per un altro procedimento penale, è stato trasferito nel carcere di Cassino, ma sono ancora in corso le indagini preliminari.

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