Non è un segreto per nessuno: Claudio Durigon punta alla presidenza della Regione Lazio. Dopo gli incarichi di governo, dopo aver strutturato la Lega di Matteo Salvini in tutta la regione, a partire dalla sua roccaforte di Latina l'attuale sottosegretario vuole la poltrona che oggi è di Nicola Zingaretti. Ma l'inchiesta di Fanpage sui rapporti tra Lega e Ugl, con al centro proprio Durigon, cambia tutte le carte in tavola.

Se fino a pochi mesi fa la partita era chiara, Fratelli d'Italia avrebbe indicato il candidato sindaco nella Capitale e la Lega avrebbe espresso il candidato alla Regione Lazio, la possibile discesa in campo a Roma di Zingaretti e l'aumento di gradimento nei sondaggi del partito di Giorgia Meloni hanno cambiato tutto. Se nessuno vuole fare il sindaco di Roma, Fratelli d'Italia ora rivendica per sé la poltrona del governatore della Regione Lazio aprendo una contesa senza esclusione di colpi con la Lega, ora sempre più in difficoltà a sostenere che l'unico candidato possibile è proprio Durigon.

Perché l'inchiesta di Fanpage non solo scoperchia i rapporti pochi limpidi tra il sindacato Ugl guidato proprio da Durigon e la Lega di Salvini, ma mostra come Durigon ha costruito il suo potere a Latina, avvalendosi dei servigi e in stretti rapporti con imprenditori non proprio specchiati ed elementi dei clan. E tra pochi mesi si tornerà alle urne proprio a Latina, dove il centrodestra ancora non ha un candidato sindaco e dove sempre Lega e Fratelli d'Italia faticano a trovare un accordo dopo essere stati protagonisti di uno scontro fratricida in provincia all'ultima tornata elettorale, dove si sono presentati come avversari a Terracina e Fondi.

Se si arrivasse alle dimissioni di Durigon da sottosegretario a crollare potrebbe essere un intero sistema di potere e clientele costruito con tenacia e determinazione dal parlamentare leghista. Un crogiolo di potere strutturato in pochi anni, ma estremamente radicato e che si tiene insieme solo grazie al ruolo dell'ex segretario dell'Ugl. In queste ore la Lega nel Lazio è smarrita a ogni livello in attesa di capire le sorti del "capo". E in molti già cominciano a ragionare ad alta voce dell'opportunità di voltare pagina e archiviare la stagione della gestione Durigon.