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Dicono di non aver occupato la scuola, ma vengono puniti: all’Archimede pronti a rivolgersi al Tar

Dall’istituto dicono di aver prove fotografiche e video (che nessuno ha mai visto), oltre ad una serie di testimonianze. Eppure gli studenti continuano ad opporsi: “Noi non c’eravamo”.
A cura di Beatrice Tominic
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Di sanzioni contro gli studenti che hanno occupato la scuola ne abbiamo viste tante, come avvenuto per il Tasso o per il Virgilio, ma si tratta della prima volta in cui vengono puniti anche coloro che non hanno preso parte all'occupazione. "C'è chi non avrebbe mai potuto scavalcare il cancello per introdursi a scuola. Eppure è nella lista delle persone che hanno occupato e che dovranno scontare la propria punizione".

A raccontarlo è una studentessa dell'Archimede Pacinotti, che nello scorso autunno è stato occupato due volte: una a fine novembre e l'altra ad inizio dicembre. "Da mesi girano liste con nomi, cognomi e altri dati anagrafici di studenti e studentesse accusati di aver partecipato all'occupazione. Si tratta di un documento che sarebbe dovuto restare privato, ma che invece è finito un po' ovunque". Un documento che, secondo quanto raccontato a Fanpage.it, vedrebbe protagonista almeno una cinquantina di studenti, molti dei quali ancora minorenni.

La lista con i nomi

Le decine di studenti che compaiono nella lista, che frequentano tutte e tre le sedi del liceo (quella di via Montaione, via Vaglia, via Pasquariello), sono stati invitati a prendere parte ad un Consiglio d'Istituto creato appositamente. Ogni singolo studente, nel corso dell'appuntamento, sarebbe stato chiamato a rispondere alla domanda: "Hai occupato?". Una domanda quasi retorica per la dirigenza che avrebbe redatto le liste dei nomi sulla base di testimonianze fotografiche, video o orali.  "Ogni ragazzo o ragazza chiamato a rispondere aveva pochi secondi, quanto bastava per rispondere con un sì o con un no – continua – Non tutti hanno avuto la possibilità di difendersi".

La punizione

Due giorni di sospensione a tutti coloro che, pur in presenza delle presunte "prove schiaccianti", hanno dichiarato di non aver preso parte all'occupazione. "Si tratta dell'ennesima svolta autoritaria della scuola – continua la studentessa – Poco dopo abbiamo scoperto che i due giorni di sospensione sono stati convertiti in un incontro con un magistrato a cui seguirà la realizzazione di un tema per educazione civica: probabilmente lo fanno per sottolineare il valore educativo e formativa della punizione", precisa la ragazza.

"Per la seconda occupazione, invece, sono scattate tre denunce, anche stavolta a carico di studenti minorenni, che sono stati già interrogati in commissariato – continua – ma non è escluso che presto escano nuove liste con i nomi di altri studenti.

La reazione dei genitori e il ricorso al Tar

"Ancora una volta la scuola manifesta un pugno duro che non piace a noi studenti e neppure ai genitori. Alcuni di loro sono pronti a testimoniare che i propri figli o le proprie figlie si trovavano sotto ai loro occhi nei giorni dell'occupazione: quello che ci propone oggi la scuola è un metodo autoritario che va oltre ogni logica", continua. Ma proprio per questo molti genitori non accettano la decisione dell'istituto.

"Alcuni hanno detto che, se necessario, faranno ricorso al Tar. Questo, però, è un provvedimento che sottolineerebbe ancora di più le differenza fra chi può avviare un iter del genere, a partire dalla possibilità di pagare gli avvocati. Ma non tutti possono permettersi delle spese simili".

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