Cresce l’inflazione a Roma: bollette, carne e verdure sempre più cari. Scendono olio, burro e frutta

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Immagine di repertorio (iStock)
A Roma aumentano i prezzi di bollette, carburanti e generi alimentari. Fare la spesa e sostenere le spese quotidiane costa sempre di più, ma ci sono anche alcuni ribassi.

L'inflazione galoppa e pagare le bollette e fare la spesa è sempre più difficile. A Roma settembre 2026 è stato un mese di forti aumenti dei prezzi al consumo, che sono cresciuti complessivamente dell'1,3 per cento rispetto ad agosto e del 4,3 rispetto allo stesso mese del 2025. A pesare maggiormente sui rincari annuali sono le spese per la casa, con elettricità, gas e acqua sempre più costosi, e i trasporti. Nei supermercati i prodotti alimentari freschi costano il 6,6 per cento in più rispetto a un anno fa, con aumenti particolarmente consistenti per ortaggi e carne. È quanto emerge dai dati definitivi sull'indice dei prezzi al consumo (NIC) di Roma Capitale relativi a settembre 2026, pubblicati in questi giorni. L'indice generale si è attestato a 104,9 punti e l'inflazione annuale ha registrato una netta accelerazione rispetto al 3,3 di agosto.

I prezzi aumentati di più a Roma rispetto ad agosto 2026: gas e carburante su tutti

Finita l'estate, non diminuisce la corsa verso l'alto dei prezzi per alberghi e ristoranti. Nel dettaglio, i servizi di alloggio presso le varie strutture ricettive di Roma hanno registrato un rincaro del 17,5 per cento, mentre mense, caffetterie e refettori sono diventati più cari dell'8,5 per cento. Al secondo posto tra i settori maggiormente interessati dagli aumenti si trovano le spese per l'abitazione e le utenze, cresciute del 2,5 per cento. A trainare il rincaro sono soprattutto il gas (+7,2), i combustibili liquidi per il riscaldamento (+3,8) e l'elettricità (+2,8). La ricaduta più tangibili sulle tasche di romane e romani delle guerre in corso in Ucraina e in Iran. Aumentano anche i prezzi di abbigliamento e calzature (+1,6) e quelli dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche (+1). Tra gli altri aumenti significativi figurano i carburanti e i lubrificanti per automobili e motocicli, che costano il 5,2 per cento in più rispetto ad agosto, e gli accessori e le apparecchiature per l'informazione e la comunicazione.

Bollette e trasporti: i rincari maggiori rispetto all'anno scorso

Volgendo lo sguardo a un passato più lontano, il confronto con settembre dello scorso anno mostra aumenti ancora più marcati, soprattutto per le spese legate all'energia e ai trasporti. Il settore dell'abitazione, dell'acqua e delle utenze è quello che ha registrato il rincaro annuale più elevato, pari all'11,2 per cento. Seguono i trasporti: prendere il bus o un taxi, costa in media l'8,2 per cento in più. Lo stop all'acquisto di gas russo, combinato con i blocchi nello stretto di Hormuz, hanno provocato per i romani un aumento dei prezzi del combustibile liquido per il riscaldamento di quasi il 40 per cento. Benzina, diesel, gpl e metano per auto e moto sono saliti, invece, del 27,3.

La ricaduta è anche sulle bollette di elettricità e gas, che, rispetto a settembre 2025, sono salite rispettivamente del 18,6 per cento e del 15,4. Su anche le tariffe per la distribuzione dell'acqua (+16,4) e per la raccolta delle acque di scarico (+15,9). E aumentano anche i canoni di affitto pagati dagli inquilini per la prima casa (3,4).

Ci sono poi altre categorie di prodotti meno essenziali, ma che hanno visto incrementi di prezzi simili. Un gioiello o un orologio che un anno fa costava 100 euro, oggi ne costa almeno 120. Un aumento simile si è visto anche nel settore dell'informazione e della comunicazione, computer, connessioni a internet e abbonamenti a quotidiani online.

Cosa costa meno a Roma rispetto ad agosto: voli, traghetti e vacanze

Non tutti i prezzi sono aumentati nell'ultimo mese. Finita l'estate i romani hanno smesso di viaggiare per un po' e il calo della domanda ha portato a una diminuzione dei prezzi nei settori legati ai viaggi e al turismo. Il costo di un biglietto di nave è sceso del 28,4 per cento. Riduzioni inferiori anche per aerei e viaggi organizzati. Così come per il noleggio e la riparazione di attrezzature sportive e da campeggio.

Se ci si sposta sul confronto annuale, però, nessuna delle grandi categorie di spesa ha registrato un calo complessivo. I singoli servizi che sono più economici rispetto a un anno fa, sono le assicurazioni legate all'abitazione (-8 per cento), biglietti aerei (6), ma anche gli smartphone, i servizi di telefonia mobile, televisori, piccoli elettrodomestici e dispositivi audio e video, tutti con cali fra il 5 e il 2,5 per cento.

Quanto costa fare la spesa a Roma: verdure e carne sempre più care

Un'analisi a parte meritano i prodotti alimentari, contro il cui aumento di prezzo romane e romani si scontrano ogni giorno nei supermercati della Capitale. L'aumento complessivo è dell'1 per cento rispetto ad agosto e del 2,6 rispetto a settembre 2025. Su una spesa di 100 euro, parliamo di 2,60 euro in più. Si vede, però, una differenza notevole fra due macrocategorie: alimenti freschi e prodotti industriali. Sono i primi a essere aumentati di più con un +3 per cento rispetto allo scorso mese e del 6,6 rispetto a un anno fa. Parliamo di carne, pesce, verdura freschi.  Al contrario, gli alimenti lavorati, come conserve, insaccati e surgelati, risultano in calo dello 0,6 rispetto ad agosto e dell'1 rispetto a settembre 2025.

A incidere maggiormente sulla spesa alimentare sono ortaggi, tuberi e legumi, diventati più cari dell'8 per cento rispetto ad agosto e del 9,6 in confronto a un anno fa. Si tratta dell'aumento annuale più elevato tra le principali categorie alimentari considerate. Ma è significativo anche quello della carne. Dal macellaio o al banco, una fettina, una bistecca o delle cosce di pollo costano il 5,7 per cento in più rispetto a un anno fa. Altri prodotti aumentati nell'ultimo anno sono l'acqua minerale (+3,7 per cento), le bibite analcoliche (+2,9) e gli alimenti pronti (+2,4).

Non mancano, tuttavia, i ribassi. Rispetto ad agosto costano i succhi di frutta e verdura (-1,1 per cento), zucchero e dolciumi (-1), caffè e tè (-0,8), pesce (-0,7), cereali e prodotti come pane e pasta (-0,6) e latte, formaggi e uova (-0,4). Ampliando lo sguardo sono gli oli e i grassi come burro e margarina a essere scesi più di tutti gli altri prodotti: dell'8,1 per cento. Subito dietro abbiamo i tè e gli infusi (-2,3), lo zucchero e i dolciumi (-1,4) e la frutta (-1,2).

Nel complesso, il cosiddetto carrello della spesa, che comprende alimentari e prodotti per la cura della casa e della persona, è aumentato dello 0,8 per cento rispetto ad agosto e del 2 rispetto a settembre 2025. Un rincaro inferiore all'inflazione generale della Capitale, arrivata al 4,3, ma che nasconde aumenti molto più elevati per alcuni prodotti di consumo quotidiano.

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